La Nuova Sardegna

Nuoro

Bimbi maltrattati, nasce un centro targato Onda Rosa

di Michela Columbu

È stato presentato a Fonni il progetto “Canguro Verde” Tre Comuni insieme per il primo servizio su scala nazionale

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. «Di violenza sulle donne non si parla molto, soprattutto nelle nostre piccole realtà, per questo abbiamo deciso di aderire al progetto il Canguro Verde di Onda Rosa: quando sono stata contattata per l’adesione del comune di Fonni non ho avuto la minima esitazione». Esordisce in questo modo la prima cittadina Daniela Falconi che ha aperto la conferenza stampa di presentazione del primo servizio in Italia, totalmente gratuito, rivolto ai bambini che, unitamente alle loro madri, hanno usufruito dell’ospitalità nella Casa Rifugio del centro Antiviolenza Onda Rosa di Nuoro nei due anni precedenti. Ma, al di là dell’azione concreta che vedrà impegnati, oltre al municipio di Fonni, anche Silanus e Nuoro, grazie al contributo della fondazione di Sardegna, è emersa durante l’incontro l’esigenza di destinare maggiore attenzione alle tematiche sociali da parte delle istituzioni: in primis il governo nazionale, ma anche l’amministrazione regionale, rei di destinare sempre troppo poche e meno risorse ad azioni e progetti come quello presentato ieri mattina.

«Dobbiamo investire le nostre risorse – hanno sottolineato i tre sindaci – per rattoppare le buche “sociali”. Infatti, come ha sottolineato la direttrice del centro Antiviolenza di Nuoro Luisanna Porcu «lo Stato investe zero per la prevenzione. Avremmo potuto chiedere la partnership di aziende. Ma abbiamo scelto i comuni, con il contributo della Fondazione Sardegna, perché è lo Stato che deve riconoscere che deve mettere al centro della propria politica la tutela delle persone». Sui banchi della sala consiliare fonnese anche Valeria Romagna, assessore ai Servizi sociali di Nuoro che, sottolineando l’orgoglio di ospitare in città il Centro diretto dalla Porcu, ne ha riconosciuto allo stesso tempo l’importante valenza territoriale. Mentre Gian Pietro Arca, primo cittadino di Silanus, si è soffermato sul messaggio che «è importante denunciare e fare emergere le storie di violenza che spesso vengono nascoste per paura e vergogna». Se siamo a conoscenza di persone che subiscono, invitiamole a rivolgersi ai centri antiviolenza», ha sottolineato. Tra il pubblico anche la prima cittadina di Arborea, Manuela Pintus, in veste di rappresentante dell’Anci Sardegna che, leggendo una lettera del presidente Emiliano Deiana, ha rimarcato ancora come l’azione degli amministratori debba soffermarsi in maniera maggiore sui temi sociali. «La nostra partecipazione non è una semplice presenza ma la volontà piena di sostenere le azioni di Nuoro, Fonni e Silanus in un campo che pensiamo decisivo per costruire una società migliore – ha sottolineato Deiana nella lettera –. Dobbiamo costruire sempre di più comunità consapevoli, gentili, che hanno cura dei più deboli. L’associazione Anci propone di diffondere l’iniziativa come buona prassi per le amministrazioni comunali e invita la Regione Sardegna a dotarsi degli strumenti coerenti con le finalità del progetto che va ulteriormente sostenuto nel tempo». Nella pratica il Canguro Verde è uno spazio per donne madri che hanno scelto di riprogettare con i loro figli una vita libera dalle violenze e che si trovano in una condizione di ricerca del lavoro e reinserimento sociale, spesso da sole e senza poter far affidamento su servizi gratuiti rivolti ai minori. Mentre per i bambini e bambine è un luogo dove trovare serenità, e dove diventa primaria l’educazione alle differenze attraverso giochi e laboratori con i quali esprimere le proprie emozioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative