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La Regione stana Clivati:«Dica che cosa vuole fare»

di Federico Sedda
La Regione stana Clivati:«Dica che cosa vuole fare»

Mercoledì incontro a Cagliari con l’imprenditore dopo un vertice al ministero L’assessore all’Industria ha accolto il grido di dolore di lavoratori e sindacati

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OTTANA. Un incontro a Cagliari mercoledì 2 agosto, alla presenza dei sindacati, per affrontare tutte le problematiche riguardanti la situazione attuale e il futuro dell’area industriale di Ottana. Questo il risultato del tavolo tecnico, presieduto dal responsabile dell’Unità di gestione crisi industriali del ministero, Giampietro Castano, che si è tenuto a Roma nella sede del ministero dello Sviluppo economico, tra l’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras, un rappresentante dell’assessorato regionale al Lavoro e il patron di Ottana Energia e Ottana Polimeri, Paolo Clivati.

Un incontro sollecitato più volte dalla Regione, su pressione dei lavoratori e dei sindacati, che è servito, almeno in questa fase così delicata per il futuro con l’imminente scadenza della cassa integrazione, a riportare all’attenzione nazionale la vertenza di Ottana Polimeri e Ottana Energia. E, soprattutto, a riportare a un tavolo tecnico istituzionale il rappresentante delle due aziende, Paolo Clivati, accusato da più parti, dopo il suo trasferimento in Spagna, di disinteresse nei confronti degli stabilimenti e dei lavoratori di Ottana.

I risultati del vertice romano verranno resi noti nel corso dell'incontro del 2 agosto nella sede dell’assessorato regionale all’Industria. Secondo alcune indiscrezioni, Paolo Clivati si sarebbe detto disposto a continuare la sua avventura a Ottana a patto, però, che ci siano le condizioni per poterlo fare. Condizioni che sono sempre le stesse: abbattimento dei gap strutturali, quali il costo dell’energia e dei trasporti delle merci, la possibilità di riconvertire al metano la centrale termoelettrica e l’accorciamento su scala regionale della filiera chimica con l’acquisizione degli impianti dismessi di Versalis-Eni di Sarroch.

Nell'immediato futuro è stata chiesta la concessione del regime di essenzialità per la centrale di Ottana Energia in vista della riconversione a gas, regime, che era stato revocato a fine 2015, provocando così la fermata degli impianti e la collocazione dei lavoratori in cassa integrazione. Che si sono così uniti ai colleghi di Ottana Polimeri (produzione del pet) che in cassa integrazione lo erano (e lo sono ancora) dal 2014. I due provvedimenti scadranno a settembre.

Il rinnovo degli ammortizzatori sociali, in attesa di un serio e concreto piano di rilancio aziendale rimasto finora nelle sabbie mobili degli annunci, potrebbe essere complicato soprattutto per i lavoratori di Ottana Polimeri la cui cassa integrazione è stata rinnovata più volte. Il problema più urgente riguarda la proroga della cassa integrazione, che non può prescindere da un’immediata strategia di ripresa produttiva del sito e, in particolare, di Ottana Energia la cui entità produttiva, in virtù del regime di interconnessione che lega i due stabilimenti di Ottana, è necessaria per rimettere in marcia gli impianti di produzione del pet di Polimeri. Due stabilimenti legati da sorte comune.

Moltodipenderà dalle decisioni che prenderà la multinazionale Indorama, partner del gruppo Clivati in Ottana Polimeri. Il colosso thalilandese della chimica, durante il periodo della crisi, non ha mai fatto sentire la sua voce, né si è mai seduto ad alcun tavolo tecnico, preferendo investire milioni di dollari in altri siti chimici. Scelte che potrebbero essere interpretate come un disimpegno da Ottana. A meno che gli impegni contenuti negli accordi firmati in Regione nel 2010 per il rilancio di Ottana e non solo (il cosiddetto Patto territoriale) e rimasti finora sulla carta, non vengano confermati e soprattutto attuati. Rebus e misteri che saranno svelati (forse) nel vertice diCagliari.

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