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Emergenza incendi: «L’unica tecnica è il controfuoco»

Emergenza incendi: «L’unica tecnica è il controfuoco»

SILANUS. È una pratica antica, poco costosa ma efficace per bloccare gli incendi quando con gli altri mezzi non si riesce a fermarli. Giovanni Motzo, ex presidente e fondatore dell’associazione...

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SILANUS. È una pratica antica, poco costosa ma efficace per bloccare gli incendi quando con gli altri mezzi non si riesce a fermarli. Giovanni Motzo, ex presidente e fondatore dell’associazione regionale delle compagnie barracellari che portò avanti la battaglia per riconoscere e attribuire ai barracelli funzioni antincendio, è convinto che rimanga valida, anche se osteggiata e a volte usata male. Gli incendi dell’estate 2017 hanno finora risparmiato il Marghine, mentre negli anni corsi è stato un disastro. «Altrove – dice Giovanni Motzo – si brucia anche se la siccità non ha fatto crescere il fieno. Ero e sono convinto che di fronte a un incendio servano capacità di agire ed esperienza. Se non si hanno altri mezzi, il controfuoco è l’unica soluzione per fermare le fiamme, ma bisogna saperlo fare. Metterlo in mano a sprovveduti inesperti significa fare peggio perché il fuoco prendere la mano di chi non lo sa usare». La tecnica consiste nell’abbruciamento della vegetazione fatto davanti all’incendio in modo da esaurire il combustibile ed arrestare il processo di combustione. «È il fuoco contrario – spiega Giovanni Motzo –. Serve anche come strumento prevenzione per realizzare le fasce antincendio. Però bisogna saperlo fare. Un detto sardo afferma che cando b’hat muru e b’hat camminu si ponet su luminu, (quando c’è il muro o il sentiero si può bruciare). Nel 2001 con questa pratica, assieme ai barracelli di Silanus ho fermato un incendio che dilagava nella vallata verso Bolotana distruggendo tutto. Mi è costata una denuncia. Al processo sono stato assolto. Non dimentichiamo che nel terreno bruciato il fuoco non va oltre».

Motzo spiega che le fasce di prevenzione devono essere larghe almeno venti metri e vanno fatte a ridosso di muri e sentieri, dai quali solitamente parte l’incendio. «In passato – prosegue abbiamo collaborato con al Provincia. Un grande assessore all’ambiente è stato Attilio Mastino. Con lui abbiamo dotato di fuori strada diverse compagne barracellari migliorando l’operatività antincendio». (t.g.t.)

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