Evade un detenuto della colonia agricola di Mamone, polemica del sindacato
Il segretario generale Giovanni Villa: pochi gli agenti, nelle colonie dovrebbe andare solo un certo tipo di reclusi
NUORO. Nella giornata di ieri, martedì 1 agosto 2017, un detenuto è evaso dalla colonia agricola di Mamone, precisamente dalla Diramazione Santissima Annunziata. Mohamed Rezki, 30 anni, detenuto di nazionalità marocchina, alle 11 della mattina non è rientrato dal lavoro.
La Polizia Penitenziaria ha iniziato subito le normali operazioni di ricerca e contestualmente dava avvio alle indagini. Il marocchino era in carcere per falsificazione di documenti e atti, resistenza a pubblico ufficiale, possesso e spaccio di sostanze stupefacenti e gli rimanevano altri cinque anni da scontare. La mattina, come tutte le mattine, i detenuti addetti alle varie lavorazioni sono stati inviati al lavoro e tra loro c’era anche il Rezki che doveva svolgere la propria mansione di ortolano. Al ritorno dei detenuti lavoranti lui non c’era.
Così il segretario generale aggiunto della Cisl Fns, Giovanni Villa: "Non è la prima volta che capita, a Mamone, 2.700 ettari da controllare, ci sono 70 poliziotti su una pianta organica di 124 ed è quindi impemsabile pensare di controllare contemporneamente tutti i detenuti. Non solo - continua Villa - sembra amche che il detenuto evaso non avesse i requisiti in regola per essere ammesso in una colonia penale. Sarebbe meglio che la valutazione dei requisiti fosse fatta dall'istituto di destinazione e da quello di partenza, le colonie agricole non sono strutture di contenimento per detenuti non meritevoli. Il Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) sembra lontano anni luce dalle necessità del sistema"
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