la domenica alternativa
Musei gratis e mostre temporanee
Dal Man al Tribu e all’Archeologico: sale aperte e tanti visitatori
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NUORO. Sarà il desiderio di evitare il viaggio in auto sotto il solleone, e la ressa domenicale nelle spiagge bollenti, certo è che ieri, per tutto il giorno, sono stati diversi i nuoresi e i residenti che hanno scelto di approfittare dell’ingresso gratis in diversi musei cittadini per la prima domenica del mese.
Sia le sale del Man di via Satta, sia quelle Tribu, e del museo archeologico di via Mannu 1, infatti, sono state visitate da diversi curiosi e appassionati di arte e storia. Al Man di Nuoro fino a ottobre sarà possibile visitare la mostra “Amore e Rivoluzione”, che attraverso le opere di tre coppie di artisti offre uno spaccato della storia sociopolitica della Russia del primo Novecento.
Al museo archeologico nazionale Giorgio Asproni, invece, fino al 24 settembre sarà possibile visitare la mostra temporanea dedicata all’alimentazione in Sardegna nei secoli, raccontata attraverso i resti dei pasti e attraverso gli strumenti necessari per procurarsi il cibo oppure per prepararlo in modo da renderlo digeribile. La mostra, come spiegano gli stessi curatori, «si articola in una sezione dedicata ai resti di pasto dal Paleolitico all’epoca nuragica e in una sezione incentrata sugli oggetti utilizzati nella quotidianità per la caccia, la raccolta, la coltivazione e la preparazione dei cibi. Un ulteriore approfondimento è dedicato alle macine. Sono molti i dubbi su come e quando sia effettivamente avvenuto il primo popolamento della Sardegna, ma non ci sono dubbi che tale popolamento sia avvenuto alla ricerca delle risorse fondamentali per la vita».
Sia le sale del Man di via Satta, sia quelle Tribu, e del museo archeologico di via Mannu 1, infatti, sono state visitate da diversi curiosi e appassionati di arte e storia. Al Man di Nuoro fino a ottobre sarà possibile visitare la mostra “Amore e Rivoluzione”, che attraverso le opere di tre coppie di artisti offre uno spaccato della storia sociopolitica della Russia del primo Novecento.
Al museo archeologico nazionale Giorgio Asproni, invece, fino al 24 settembre sarà possibile visitare la mostra temporanea dedicata all’alimentazione in Sardegna nei secoli, raccontata attraverso i resti dei pasti e attraverso gli strumenti necessari per procurarsi il cibo oppure per prepararlo in modo da renderlo digeribile. La mostra, come spiegano gli stessi curatori, «si articola in una sezione dedicata ai resti di pasto dal Paleolitico all’epoca nuragica e in una sezione incentrata sugli oggetti utilizzati nella quotidianità per la caccia, la raccolta, la coltivazione e la preparazione dei cibi. Un ulteriore approfondimento è dedicato alle macine. Sono molti i dubbi su come e quando sia effettivamente avvenuto il primo popolamento della Sardegna, ma non ci sono dubbi che tale popolamento sia avvenuto alla ricerca delle risorse fondamentali per la vita».
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