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Bombe d’acqua e nubifragi Macomer pronta alle emergenze

Bombe d’acqua e nubifragi Macomer pronta alle emergenze

Il Comune ha aggiornato il piano di protezione civile per affrontare il rischio idrogeologico Soddisfatto il sindaco: «Così saremo in grado di intervenire tempestivamente per aiutare i cittadini»

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MACOMER. Il piano di protezione civile del comune di Macomer è stato aggiornato con l’inserimento delle nuove emergenze inizialmente non previste. La Giunta comunale, nel frattempo, ha indicato al dirigente dell’ufficio tecnico gli indirizzi per una proposta di istituzione del servizio di protezione civile, con relativo regolamento per il suo funzionamento. All’aggiornamento del piano si è provveduto attraverso l’apposito servizio Ancitel. Oltre ad aggiornare i dati tecnici di dettaglio, che riguardano soprattutto l’adeguamento del vecchio piano alle nuove norme, sono state individuate anche le nuove emergenze legate soprattutto a eventi atmosferici che il precedente piano non considerava.

Negli ultimi su Macomer si è abbattuta una tromba d’aria (quella del novembre 2013 che lungo il percorso tra viale nenni e Santa Maria causò danni notevoli alle strutture pubbliche e agli edifici privati) e la città è stata colpita da precipitazioni improvvise e particolarmente intense, nubifragi che in un’ora o poco meno causano problemi e situazioni di pericolo. Si tratta di eventi che il piano precedente non considerava e che, sotto certi aspetti, hanno colto impreparato il sistema della protezione civile comunale. Le piogge improvvise e intense causano problemi soprattutto nei sottopassi ferroviari, dove è accaduto che delle auto siano rimaste bloccate con il conducente e altre persone a bordo che rischiavano di rimanere intrappolate con l’acqua che saliva pericolosamente. A questo si somma l’emergenza degli scantinati allagati, che richiede interventi per lo svuotamento, ma può anche creare pericolo per le persone se qualcuno dovesse rimanere bloccato all’interno.

Il comune di Macomer ha operato su due fronti. Il primo è quello della costituzione del servizio di protezione civile. «In capo ai sindaci è posta una grande responsabilità di protezione civile, ma non hanno strumenti per gestire le emergenze – spiega il sindaco Antonio Succu –. Il sindaco o l’assessore delegato non possono essere sempre sul campo. Il comune di Macomer ha un piano, una centrale per le emergenze ma non dispone di un apparato certo di gestione. Da qui l’esigenza di costituire uno staff di protezione civile con personale del comune che fa capo ai servizi tecnici e il coinvolgimento dei barracelli e delle associazioni disponibili, alcune delle quali sono molto attive. L’obiettivo è di dare stabilità al sistema».

Per quanto riguarda il piano di protezione civile, Macomer già dagli anni scorsi si è dotato dei piani di emergenza per fronteggiare il rischio idraulico e idrogeologico, il rischio neve e il rischio da incendio di interfaccia, cioè quegli incendi che arrivano a lambire gli abitati minacciando le case e l’incolumità delle persone. Gli eventi meteo eccezionali sono emergenze nuove che si è deciso di inserire nel piano assieme al pericolo di frane al quale sono esposte alcune zone del territorio. (t.g.t.)

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