Macomer, la minoranza contro Abbanoa
MACOMER. Replica ad Abbanoa dei consiglieri di minoranza Giuseppe Ledda, Riccardo Uda, Federico Castori, Giuseppe Pirisi e Rita Atzori sull’ipotesi di utilizzo delle sorgenti ex Sarbe per alleviare i...
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MACOMER. Replica ad Abbanoa dei consiglieri di minoranza Giuseppe Ledda, Riccardo Uda, Federico Castori, Giuseppe Pirisi e Rita Atzori sull’ipotesi di utilizzo delle sorgenti ex Sarbe per alleviare i disagi causati dalle restrizioni idriche imposte dalla siccità. I contenuti della risposta di Abbanoa alla nostra proposta appaiono del tutto “campati in aria” e sconcertanti – si legge in un comunicato –. È sorprendente che il gestore dell’acqua pubblica in Sardegna riferendosi ai pozzi ex Sarbe parli di “sorgenti private”. Parrebbe di capire che Abbanoa ignori che si tratta di pozzi trivellati in profondità e non di sorgenti e soprattutto che essa ignori che l’acqua, sia di superficie sia quella del sottosuolo, è un bene pubblico della cui utilizzazione dispone la Regione Sardegna». La nota ricorda che l’assessorato regionale all’Industria alla fine degli anni Ottanta autorizzò la ricerca e l’uso di acqua per la produzione e l’imbottigliamento di acque minerali e bibite. «Tale concessione– prosegue – è decaduta essendo venuta meno la finalità del suo rilascio, in quanto gli impianti della Sarbe sono stati smantellati e venduti a seguito di una procedura concorsuale». I consiglieri di minoranza ricordano ancora che il problema dell’emergenza idrica a Macomer con la proposta di utilizzare l’acqua dei pozzi ex Sarbe sono stati posti ben nove mesi fa. «C’era tutto il tempo – si legge nella nota – per farsi autorizzare dalla Regione all’utilizzo dei pozzi, per effettuare tutte le verifiche e le manutenzioni necessarie per rimetterli in esercizio e verificarne la portata (che nei tre pozzi esistenti risulta essere tutt’altro che insignificante) per realizzare i raccordi con gli impianti di accumulo e distribuzione. Niente di tutto questo è stato fatto. Crediamo che i residenti a Scalarba oggi si chiedano legittimamente perché non possono disporre di acqua potabile, quando in passato le vie del loro quartiere venivano inondate dall’acqua che sgorgava dall’ultimo pozzo trivellato dalla Sarbe». (t.g.t.)
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