Grande festa dei colori al 20° Festival del folklore

Folla in piazza Satta per l’appuntamento che apre la sagra del Redentore Il sindaco Soddu e l’assessore Seddone: «Grazie alle associazioni culturali»

NUORO. «Siamo orgogliosi ed emozionati nel vedere una piazza così gremita, sintomo di una città che risponde bene al richiamo delle tradizioni popolari. Ormai da 20 edizioni tentiamo di far conoscere la nostra città al mondo e capita puntualmente di stringere dei legami importanti per la nostra e la loro crescita culturale». Parole di Giuseppe Pala, presidente degli Amici del Folklore, davanti al fiume di colori che ha caratterizzato la 20ª edizione del Festival internazionale del folklore a cura di una della stessa associazione, gli Amici del Folklore, appunto. Nata nel 1969, ha curato anche quest’anno uno degli eventi più significativi ad antipasto della Festa del Redentore, offrendo alla città, nella sua piazza Satta un grande spettacolo di canti e di danze grazie alla partecipazione di associazioni provenienti da poli diversi della terra.

Questa edizione si è aperta verso le ore 20 con la sfilata di costumi tradizionali che ha raccolto gli applausi della folla districata lungo il percorso, da piazza Stazione per concludersi nella piazza dedicata al vate della Sardegna dove alle ore 21 ha avuto inizio l’esibizione dei gruppi che con danze e canti tradizionali di differenti estrazioni culturali hanno raccolto l’applauso dei tantissimi presenti che hanno gremito la piazza. La serata, presentata da Giuliano Marongiu, si è aperta con gli inni nazionali e la consegna delle pergamene per i gruppi ospiti preceduta dai saluti di rito dell’amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Andrea Soddu e dall’assessore al turismo Marcello Seddone che hanno colto l’occasione per ringraziare non solo gli Amici del Folklore ma anche tutte quelle associazioni che si occupano di cultura e tradizioni popolari grazie alle quali – come affermato dal sindaco – sarà «possibile riempire il dossier dedicato alla candidatura di Nuoro a capitale italiana della cultura per il 2020». All’iniziativa organizzata dagli “Amici” con il patrocinio del Comune, della Regione e della Fondazione di Sardegna, oltre all’associazione padrone di casa che si è esibita con tutte le sue appendici, il coro diretto da Tonino Paniziutti e il gruppo di ballo diretto da Santino Zidda e dal giovane Giovanni Antonio Pisanu accompagnato dall’organetto diatonico di Valentina Chirra, si sono succeduti sul palco in rappresentanza di altre culture ben tre formazioni estere provenienti dall’Ecuador, dalla Martinica e dalla Russia.

I colori sgargianti del Sud America, l’eleganza e la preparazione coreutica dei ragazzi russi e le danze indigene e moderne della Martinica accompagnate da suoni del tutto autoctoni hanno incantato la piazza lasciando tutti i presenti senza fiato, un vasto pubblico di nuoresi e non solo che per tutta la durata della manifestazione sono stati coinvolti appieno da danze e applausi culminando il tutto con i balli conclusivi che hanno visto cimentarsi insieme gruppi e pubblico come in un unico grande teatro a cielo aperto. A cornice della rappresentazione della cultura di Sardegna, gli sgargianti costumi di Oliena indossati dal gruppo Battos Moros che si è esibito con due balli tradizionali tra cui la tipica danza accompagnata da “sa boche sola”. Appuntamento all’anno prossimo con il 21° Festival internazionale del Folklore.

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