«Il cachet di Marras? 2000 euro»
Il vicesindaco Cocco replica al M5S: la sua società dovrà provvedere a tutti i costi del concerto
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NUORO. Doveva essere una “conversazione musicale”, ma nel passaggio dalla delibera della giunta Soddu alla determina esecutiva dei funzionari dell’assessorato alla Cultura l’aggettivo “musicale” s’è perso per strada, ingenerando sospetti e critiche, mal riposte fra l’altro. È la risposta di Sebastiano Cocco, vice sindaco e assessore alla Cultura, alla polemica denuncia di Mara Sanna, consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle. Motivo del contendere il cachet da 10mila euro al noto cantautore di origini nuoresi Piero Marras, in programma il 2 settembre prossimo in piazza Satta nell’ambito delle celebrazioni per il 150esimo anniversario della nascita del poeta. Una cifra spropositata e fra l’altro con affidamento diretto, senza gara d’appalto, aveva tuonato Sanna. Cocco, come è ormai prassi diffusa, le ha risposto con un lungo post pubblicato nella sua pagina Facebook.
Il vice sindaco anzitutto accusa la consigliera M5S di aver utilizzato toni e linguaggio con la «tipica enfasi demagogica del movimento cui appartiene, stuzzicando, con non poca irresponsabilità, la pancia dei cittadini». «La consigliera Sanna – prosegue Cocco – ha letto solo superficialmente la determina cui fa riferimento (atto squisitamente gestionale, dunque della struttura amministrativa e non, come lei fa intendere, dell’organo esecutivo!), la quale presuppone l'esistenza a monte di una delibera di giunta (esattamente la n. 198 del 21/07/2017) che contiene il nutrito programma delle celebrazioni Sattiane. Se avesse consultato quella, avrebbe notato agevolmente che l’evento dell’artista Piero Marras viene qualificato come "conversazione musicale". Questa precisa definizione comporta una serie di conseguenze che, naturalmente, incidono sul budget». Insomma, non è una semplice “conversazione”, ma uno spettacolo sotto forma di concerto, come spiega lo stesso Marras nelle dichiarazioni che riportiamo accanto in questa pagina, intercalato da frequenti narrazioni, com’è nello stile del cantautore (perché non chiamarlo direttamente concerto allora già nella delibera di giunta?). Prosegue Cocco: non si tratta di 10mila euro ma di 8196, al netto dell’Iva: «nella determina è precisata l'immediata detrazione», scrive. Di questi soldi, sostiene Cocco, a Marras andrà solo una minima parte. La sua società Piero Marras Project, infatti, dovrà farsi carico dei costi di nolo del service e della prestazione dei tecnici audio e delle luci; provvedere alle spese della relazione di un tecnico abilitato a redigere un "piano di sicurezza" (imposto dalla Circolare Gabrielli, emanata dopo i fatti di Torino in piazza San Carlo) e ai compensi di coloro che si dovranno occupare della sua attuazione («circa dieci persone che dal pomeriggio sosteranno ai varchi di accesso a Piazza Satta»). Ancora, sostenere il costo del noleggio delle sedie per gli spettatori, appositamente certificate in base al piano di cui sopra. Infine, dovrà farsi carico degli oneri Siae e del potenziamento della corrente elettrica. «Immagino – conclude Cocco – che Marras non intenda lasciare a pane e acqua i suoi 5 musicisti: dovrà retribuire anche loro. Alla fine, di 8000 euro, circa 6000 se ne vanno in costi vivi obbligatori. I restanti 2000, sui quali credo graveranno altre imposte, rimarranno all'artista». (p.me.)
Il vice sindaco anzitutto accusa la consigliera M5S di aver utilizzato toni e linguaggio con la «tipica enfasi demagogica del movimento cui appartiene, stuzzicando, con non poca irresponsabilità, la pancia dei cittadini». «La consigliera Sanna – prosegue Cocco – ha letto solo superficialmente la determina cui fa riferimento (atto squisitamente gestionale, dunque della struttura amministrativa e non, come lei fa intendere, dell’organo esecutivo!), la quale presuppone l'esistenza a monte di una delibera di giunta (esattamente la n. 198 del 21/07/2017) che contiene il nutrito programma delle celebrazioni Sattiane. Se avesse consultato quella, avrebbe notato agevolmente che l’evento dell’artista Piero Marras viene qualificato come "conversazione musicale". Questa precisa definizione comporta una serie di conseguenze che, naturalmente, incidono sul budget». Insomma, non è una semplice “conversazione”, ma uno spettacolo sotto forma di concerto, come spiega lo stesso Marras nelle dichiarazioni che riportiamo accanto in questa pagina, intercalato da frequenti narrazioni, com’è nello stile del cantautore (perché non chiamarlo direttamente concerto allora già nella delibera di giunta?). Prosegue Cocco: non si tratta di 10mila euro ma di 8196, al netto dell’Iva: «nella determina è precisata l'immediata detrazione», scrive. Di questi soldi, sostiene Cocco, a Marras andrà solo una minima parte. La sua società Piero Marras Project, infatti, dovrà farsi carico dei costi di nolo del service e della prestazione dei tecnici audio e delle luci; provvedere alle spese della relazione di un tecnico abilitato a redigere un "piano di sicurezza" (imposto dalla Circolare Gabrielli, emanata dopo i fatti di Torino in piazza San Carlo) e ai compensi di coloro che si dovranno occupare della sua attuazione («circa dieci persone che dal pomeriggio sosteranno ai varchi di accesso a Piazza Satta»). Ancora, sostenere il costo del noleggio delle sedie per gli spettatori, appositamente certificate in base al piano di cui sopra. Infine, dovrà farsi carico degli oneri Siae e del potenziamento della corrente elettrica. «Immagino – conclude Cocco – che Marras non intenda lasciare a pane e acqua i suoi 5 musicisti: dovrà retribuire anche loro. Alla fine, di 8000 euro, circa 6000 se ne vanno in costi vivi obbligatori. I restanti 2000, sui quali credo graveranno altre imposte, rimarranno all'artista». (p.me.)
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