La Grande bellezza e la magia dell’isola
di Gianna Zazzara
In 10mila hanno assistito alla sfilata dei costumi sardi Il Comune: «L’organizzazione ha funzionato alla perfezione»
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NUORO. La 117esima edizione della Festa del Redentore ha celebrato, ancora una volta, la Grande bellezza della Sardegna. La maestosità dei costumi sardi, la tradizione del canto a tenore, inserita dall’Unesco nel patrimonio orale e immateriale dell’umanità, la bravura degli organettisti e dei suonatori di launeddas, l’armonia dei danzatori del ballu tundu. Senza dimenticare il fascino e il portamento delle bambine, ragazze e donne che ieri hanno sfilato per tutta la città fino ad arrivare a piazza Santa Maria della Neve per ricevere la benedizione del vescovo Mosè Marcia.
E sono state proprio le donne, col capo coperto dal velo e il viso sorridente, a chiudere tra gli applausi la sfilata dei costumi. In cento, ognuna con l’abito tradizionale del proprio paese e i gioielli testimonianza dell’antica tradizione orafa dell’isola, hanno attraversato la città tenendosi per mano, in segno di pace e fratellanza.
A dar vita alla sfilata oltre 1800 figuranti, in rappresentanza di 60 gruppi provenienti da ogni parte dell’isola. Tra loro anche il sindaco di Desulo, Gigi Littarru. Ad aprire il corteo è stato il Coro di Nuoro con una lirica dedicata a Bobore Nuvoli, il maestro del folclore. Poi, il ballo tondo dei ragazzi e delle ragazze dell’associazione Santu Predu, e le voci maestose del coro Ortobene, di Nuoro.
La celebrazione. Il Redentore è la festa delle feste di Nuoro, istituita nel 1901 per celebrare la statua del Redentore che si trova sulla cima del monte Ortobene, opera dello scultore calabrese Vincenzo Ierace, una festa che è un mix di laico e religioso. Dopo la sfilata dei costumi e dei cavalieri, il prossimo appuntamento è quello di domani quando i fedeli si incontreranno all’alba, davanti alla Cattedrale, per salire in processione all’Ortobene.
I numeri. Anche quest’anno la città è stata presa d’assalto fin dalle prime ore del mattino. Molti i turisti stranieri che hanno assistito incuriositi alla festa. Almeno diecimila le persone che hanno accompagnato i figuranti lungo il percorso. Neanche il caldo (ieri la colonnina di mercurio ha registrato 36 gradi) ha fatto desistere gli appassionati e i curiosi.
Il piano di sicurezza. Ieri Nuoro ha celebrato il suo primo Redentore “blindato”. La sfilata è stata suddivisa in 21 sezioni ognuna delle quali controllata a vista dalle forze dell’ordine. Tutto il percorso, da viale del Lavoro, passando per via Lamarmora, piazza delle Grazie fino a corso Garibaldi, è stato blindato con transenne a creare corridoi per gli interventi d’emergenza, poi conta persone e accessi limitati in alcune zone. In campo oltre 50 agenti tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, senza contare i vigili del fuoco e i volontari della protezione civile. Questa “stretta” per garantire la sicurezza della festa del Redentore si è resa necessaria dopo gli attentati terroristici che hanno colpito le capitali europee, Barcellona appena dieci giorni fa. «L’organizzazione ha funzionato alla perfezione – ha detto soddisfatto l’assessore al Turismo Marcello Seddone – Quella del Redentore rimane la festa più sentita della Sardegna».
E sono state proprio le donne, col capo coperto dal velo e il viso sorridente, a chiudere tra gli applausi la sfilata dei costumi. In cento, ognuna con l’abito tradizionale del proprio paese e i gioielli testimonianza dell’antica tradizione orafa dell’isola, hanno attraversato la città tenendosi per mano, in segno di pace e fratellanza.
A dar vita alla sfilata oltre 1800 figuranti, in rappresentanza di 60 gruppi provenienti da ogni parte dell’isola. Tra loro anche il sindaco di Desulo, Gigi Littarru. Ad aprire il corteo è stato il Coro di Nuoro con una lirica dedicata a Bobore Nuvoli, il maestro del folclore. Poi, il ballo tondo dei ragazzi e delle ragazze dell’associazione Santu Predu, e le voci maestose del coro Ortobene, di Nuoro.
La celebrazione. Il Redentore è la festa delle feste di Nuoro, istituita nel 1901 per celebrare la statua del Redentore che si trova sulla cima del monte Ortobene, opera dello scultore calabrese Vincenzo Ierace, una festa che è un mix di laico e religioso. Dopo la sfilata dei costumi e dei cavalieri, il prossimo appuntamento è quello di domani quando i fedeli si incontreranno all’alba, davanti alla Cattedrale, per salire in processione all’Ortobene.
I numeri. Anche quest’anno la città è stata presa d’assalto fin dalle prime ore del mattino. Molti i turisti stranieri che hanno assistito incuriositi alla festa. Almeno diecimila le persone che hanno accompagnato i figuranti lungo il percorso. Neanche il caldo (ieri la colonnina di mercurio ha registrato 36 gradi) ha fatto desistere gli appassionati e i curiosi.
Il piano di sicurezza. Ieri Nuoro ha celebrato il suo primo Redentore “blindato”. La sfilata è stata suddivisa in 21 sezioni ognuna delle quali controllata a vista dalle forze dell’ordine. Tutto il percorso, da viale del Lavoro, passando per via Lamarmora, piazza delle Grazie fino a corso Garibaldi, è stato blindato con transenne a creare corridoi per gli interventi d’emergenza, poi conta persone e accessi limitati in alcune zone. In campo oltre 50 agenti tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, senza contare i vigili del fuoco e i volontari della protezione civile. Questa “stretta” per garantire la sicurezza della festa del Redentore si è resa necessaria dopo gli attentati terroristici che hanno colpito le capitali europee, Barcellona appena dieci giorni fa. «L’organizzazione ha funzionato alla perfezione – ha detto soddisfatto l’assessore al Turismo Marcello Seddone – Quella del Redentore rimane la festa più sentita della Sardegna».
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