La Nuova Sardegna

Nuoro

Una marea di bimbi selle, berritas e stivali Il trionfo dei cavalieri

di Valeria Gianoglio
Una marea di bimbi selle, berritas e stivali Il trionfo dei cavalieri

Ben 233 ieri mattina hanno chiuso il corteo dei gruppi Il più piccolo ha 3 anni e mezzo e cavalca il pony Santiago

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NUORO. Alle 12.45, dopo più di due ore di attesa paziente trascorsa nel punto di raduno, in via Santa Barbara, tra stivali da aggiustare, cavalli inquieti, controlli scrupolosi, e un sole cocente che trapela dalle fronde degli alberi, per i 233 cavalieri e amazzoni della sfilata arriva il momento di entrare in scena. Il gruppo con il costume di Villaurbana e il corteo delle 100 donne hanno appena concluso il loro percorso, ma la chiusura di tutto, quella vera, spetta al piccolo esercito in sella. È lo scatto di orgoglio di un’intera categoria, quello che trasuda tra bende, bardature, gonne ampie e stivaloni scuri: il ritorno alla sfilata del Redentore dopo lo “sciopero” dell’anno scorso, per protestare contro una gestione della sfilata che secondo i cavalieri li relegava ai margini dell’evento.

Così, al ritorno al Redentore, ieri mattina, dopo un percorso di incontri con il Comune durato mesi e la creazione di un disciplinare piuttosto corposo, in tanti assaporano il dolce gusto di riaprire, in un certo senso, la porta di casa. «È un piacere essere qui – il presidente dell’associazione Amazzoni e cavalieri nuoresi, Giovanni Mossa, non lo nasconde mentre insieme al resto del gruppo si aggira tra cavalli e selle – vigileremo perché vada tutto per il meglio».

Poco dopo, quando manca un quarto d’ora alle 13 e qualche cavaliere comincia a manifestare i primi segnali di disagio per la lunga attesa, da oltre le transenne che sin dalla prima mattina hanno recintato la pattuglia in sella, polizia e carabinieri fanno un cenno e arriva il tanto atteso via libera. Aprono i bambini, ed è una vera gioia. C’è Davide Guiso, «8 anni e mezzo», precisa, che in sella a Kenya comincia la sua avventura alla sfilata con l’espressione di chi sa di avere tanti occhi addosso e ne sa portare il peso come un adulto esperto.

Dietro di lui, sotto lo sguardo vigile di nonno Ciriaco, anche la piccola Marta Gallu, 6 anni, pronta a entrare nella seconda elementare di San Giuseppe, tiene le redini del suo bel pony Chicco e si accinge anche lei a iniziare il percorso che da via Santa Barbara conduce fino alle Grazie e da lì alla Cattedrale di Santa Maria della neve. Mentre Daniele Piredda, 7 anni e mezzo, si avvia verso l’inizio del percorso in sella al suo pony Pantao. Non lontano da Roberto Schirru, 7 anni, insieme al prode destriero Pinco Pallino. E sono proprio i bambini i veri protagonisti di questo ritorno al Redentore per i cavalieri. I piccoli e stoici eroi silenziosi che riescono a sopportare il sole cocente, il costume pesante, e la lunga attesa prima di entrare in scena, come neanche molti adulti ieri riescono a fare. Il record, quanto a età, se lo aggiudica il piccolo Antonio Delogu, appena 3 anni e mezzo, che sotto lo sguardo affettuoso di papà Giuliano e in sella al pony Santiago, fa il suo esordio, trionfale, alla sfilata.

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