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Nuoro

Nuoro, l'ultimo atto della grande festa

di Valeria Gianoglio
Nuoro, l'ultimo atto della grande festa

Dopo il successo della sfilata dei costumi, conclusione delle cerimonie religiose con il pellegrinaggio al Monte Ortobene

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NUORO. Dopo il pienone di domenica, con i più di duemila costumi della sfilata e i circa 10mila spettatori che hanno assistito all’evento e riempito come sardine bar e ristoranti della città sino a tarda notte, oggi la festa del Redentore tocca il suo momento più intimo e autentico con le celebrazioni religiose in cima all’Ortobene. Da tanti anni, ormai, secondo un programma collaudato, centinaia di nuoresi si ritroveranno questa mattina, alle 6, nel piazzale davanti alla chiesa della Solitudine per ripercorrere a piedi il percorso che 117 anni fa avevano seguito i tanti pellegrini decisi ad accompagnare la statua del Redentore, fatta a pezzi, prima di essere assemblata in cima al Monte. E sempre secondo lo stesso copione collaudato, circa due ore e mezzo dopo, intorno alle 8.30, ai piedi della statua del Redentore, sarà celebrata la prima messa della giornata. A metà mattina, invece, alle 11, nel parco comunale il vescovo di Nuoro, Mosè Marcia, insieme a diversi sacerdoti della diocesi, celebrerà la messa. Al termine della messa, ci sarà la processione lungo l’anello del parco.

A conclusione della mattinata di cerimonie, tuttavia, ci sarà un altro momento di incontro: il Comune premierà il comitato Monte Ortobene-Ultima spiaggia, presieduto dall’avvocato nuorese Antonio Costa, per il grande impegno e numerose attività che in tutti questi anni ha infuso per abbellire e rivitalizzare il monte Ortobene. Il comitato sarà premiato, come spiega il Comune, anche «per il grande esempio di senso civico», dimostrato in diversi anni. E sempre al termine della celebrazione di questa mattina,ci sarà una piccola cerimonia per sancire l’ingresso, grazie a una delibera di giunta presentata dall’assessore Valeria Romagna, della città di Nuoro nella rete delle “Città del sollievo”, che unisce le città che hanno una più spiccata sensibilità verso il mondo del volontariato grazie alla presenza di tante strutture e associazioni che si occupano di persone disabili, o danno assistenza e accoglienza ad anziani e malati.

E proprio da una di queste strutture, la casa protetta di viale Trieste, nel corso della sfilata di domenica, era partita la segnalazione di un grosso disagio patito. «Intravediamo una bellissima sfilata. Purtroppo, anche quest'anno, il palco dei disabili è sotto il sole e noi cercando ombra possiamo solo intravedere i costumi che sfilano», avevano scritto sulla loro bacheca Facebook. L’assessore al Turismo, Marcello Seddone, ha riconosciuto le sue colpe e ha chiesto scusa: «L'unico rammarico per la sfilata – ha scritto – è per l'assenza di copertura per la pedana dei disabili. Era prevista ma per un disguido tecnico non è stata installata, perciò chiedo scusa a tutti».

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