La Nuova Sardegna

Nuoro

L’appello 

Reti idriche colabrodo «La Regione intervenga»

di Michela Columbu
Reti idriche colabrodo «La Regione intervenga»

OLZAI. «Chiediamo con forza alla Regione che investa in modo serio sulla rete idrica. Non ci può essere sviluppo senza acqua. Pensiamo alle nostre risorse più importanti, agroalimentare e turismo,...

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OLZAI. «Chiediamo con forza alla Regione che investa in modo serio sulla rete idrica. Non ci può essere sviluppo senza acqua. Pensiamo alle nostre risorse più importanti, agroalimentare e turismo, come potremo continuare ad allevare i nostri animali, a coltivare i nostri campi, ad accogliere i visitatori se non abbiamo la certezza dell’approvvigionamento idrico? Chiediamo un decentramento nella gestione dell’erogazione dell’acqua, chiediamo che i comuni virtuosi possano gestire in modo autonomo la distribuzione dell’acqua nel proprio territorio, chiediamo che l’acqua rimanga sempre un bene pubblico e che a nessun privato sia consentito speculare su un bene così fondamentale». È l’appello della sindaca di Olzai Mariangela Barca che si rivolge ad Anci, Regione e a tutti i colleghi sindaci affinché l’acqua divenga un tema prioritario. «La Sardegna ha bisogno d’acqua, quest’annata siccitosa pone in evidenza il problema in modo drammatico, ma, oltre alla situazione contingente, garantire un approvvigionamento idrico per i centri urbani e per le campagne è punto di partenza per poter pensare al rilancio della nostra economia. L’acqua non viene mai indicata tra le priorità: la sua corretta gestione non appare quasi mai né nei programmi della Regione, né in quelli dei comuni. Il gestore unico Abbanoa, purtroppo, non brilla per efficienza: numerose perdite nella rete idrica in numerosi comuni della nostra regione fanno defluire, incontrollati, migliaia di litri d’acqua – continua la sindaca – I tempi di riparazione sono lunghissimi, spesso l’acqua non è potabile. Troppe famiglie ricevono fatture con importi da capogiro. Tali inefficienze aumentano i casi di morosità e sempre più spesso, attraverso gli slacci, molte famiglie vengono private di un bene prezioso come l’acqua». E infine, rivolgendosi all'associazione dei Comuni: «Se l’Anci vuole essere davvero espressione delle necessità dei comuni avvii una battaglia, mobiliti i sindaci affinché si arrivi a un generale e capillare rifacimento della rete idrica sarda».

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