La Nuova Sardegna

Nuoro

«Piazza Satta, un sogno che Nivola ha realizzato»

di Alessandro Mele
«Piazza Satta, un sogno che Nivola ha realizzato»

I ricordi dell’ex sindaco Gianoglio, dello scalpellino Belloi e di Giampaolo Mele  Folto pubblico alle manifestazioni per le celebrazioni dedicate a Sebastiano Satta

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NUORO. «Ho avuto la fortuna di fare il sindaco di Nuoro a 32 anni e il santore Pietro Mastino mi disse che si pensava di realizzare un libro sul Vate della Sardegna, ma dopo aver verificato la situazione delle casse comunali e raschiato il fondo del barile avevamo trovato 100 milioni. Avevamo allora proceduto alla demolizione degli stabili fatiscenti intorno alla piazza e dato l’incarico a Costantino Nivola, che aveva così dato inizio al mio sogno e a quello di tutti i nuoresi che solo dopo un anno, alla consegna dei lavori di piazza Satta, per i quali il progettista non ha preso neanche una lira, si erano emozionati per la creazione del genio di Orani». È stato emozionante e coinvolgente il ricordo di Gonario Gianoglio, all’epoca sindaco illuminato di Nuoro, durante l’incontro in piazza nell’ambito delle “Celebrazioni sattiane”.

Nuoro sta celebrando i 150 anni della nascita del poeta, avvocato e giornalista Sebastiano Satta e anche i primi 50 anni di quello che il monumento a cielo aperto più importante della città, un’opera dell’artista Costantino Nivola: Piazza Satta. La casa natale del vate della Sardegna è stata individuata come teatro ideale per ospitare i disegni dell’artista Manuelle Mureddu in un percorso denominato “Bett’istoria” dove attraverso le immagini è stato possibile ricostruire il rapporto tra Sebastiano Satta e lo scultore Francesco Ciusa. Il giornalista Luca Urgu ha moderato il primo appuntamento dedicato ai testimoni di 50 anni fa per la realizzazione della piazza: le maestranze e la classe politica. Lo scalpellino Tarcisio Belloi aveva 39 anni: «Ho conosciuto Nivola e abbiamo passato la prima settimana a cercare i massi adatti dall’Ortobene, li abbiamo estratti con i pochi mezzi di allora e lavorati sulla piazza, modificandone le forme già perfette solo in minima parte, oggi faccio sculture in pietra e legno non perdendo le mie abitudini del passato».

«Erano anni particolari – ha ricordato Gian Paolo Mele Corriga –, in Sardegna avvenivano diversi fatti criminosi e in quel clima il consiglio comunale di Nuoro decise di percorrere la strada della democrazia e della civiltà ed è così che nacque la decisione di creare una piazza nel cuore di Nuoro. Ricordo Romano Ruiu, intellettuale e geometra comunale, addetto alla sorveglianza dei lavori e i generosi maestri scalpellini presenti quotidianamente in cantiere. Ricordo infine la gente presente in massa e la nobile presenza del senatore Pietro Mastino che tenne il discorso sul poeta mentre il sindaco Gonario Gianoglio sottolineò la necessità di un vasto nuovo respiro di democraticità, di innovazione e ricostruzione».

A Francesco Guccini, giovane politico che è stato già assessore e consigliere comunale, è toccato il compito di ricordare il nonno, mastru Ciccio Guccini, in un momento che ha emozionato tutti i presenti: «È bellissimo sovrapporre il presente alle fotografie di mio nonno che lavorava sulla piazza e non perdo occasione di emozionarmi ricordando la sua figura».

Le celebrazioni volute dall’amministrazione comunale sono proseguite con la gara di poesia dove i cantori improvvisatori hanno cantato di Satta e delle sue peculiarità, a un documentario nel quale viene descritta la figura di Graziano Siotto, classe 1935, ultimo “secaprederi” di Nuoro che ha raccontato la sua esperienza agli ordini di Costantino Nivola e ancora il concerto di Piero Marras che attraverso le parole in musica ha attirato l’attenzione del pubblico ricordando il Satta poeta così come hanno fatto i dieci scrittori – tra i quali Marcello Fois in videoconferenza e Michela Murgia – invitati a raccontare Sebastiano Satta, figura lontana cronologicamente ma viva nel sentimento e nelle argomentazioni che lo rendono immortale.

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