La Nuova Sardegna

Nuoro

Orotelli, assalto all’armeria “Pescarmi”

di Gianna Zazzara
Orotelli, assalto all’armeria “Pescarmi”

Portati via fucili e pistole. Il titolare, sotto minaccia, è stato rinchiuso in uno sgabuzzino. Ora indagano i carabinieri

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OROTELLI. Assalto ieri mattina all’armeria “Pescarmi” di Orotelli. I rapinatori, almeno tre o quattro persone secondo una prima ricostruzione, sono entrati in azione intorno alle 10 del mattino. Uno di loro, con un cappellino da baseball e occhiali scuri, ha suonato il campanello dell’armeria, che si trova in via Vittorio Emanuele, all’ingresso del paese. Il proprietario, Andrea Marteddu, non ha avuto alcun sospetto e ha aperto la porta, convinto che si trattasse di un cliente. Non ha fatto in tempo a dire «buongiorno» che il rapinatore, dopo aver richiuso la porta alle sue spalle, aveva già estratto una pistola. «Vai dentro quello sgabuzzino – gli ha urlato – altrimenti ti uccido».

Andrea Marteddu non ha potuto far altro che obbedire. Nel frattempo il rapinatore ha fatto razzia di tutto quello che c’era nel negozio. Con una tronchese ha rotto la catena dell’armadio dove erano custoditi i fucili a canna lunga e le pistole e ne ha messo in un borsone il più possibile: ne avrebbe portato via una decina, insieme alle munizioni. Ad attendere il rapinatore fuori dall’armeria, in auto, c’erano i suoi complici. La banda si è dileguata in pochi minuti.

A dare l’allarme è stato lo stesso proprietario dell’armeria che è riuscito a liberarsi solo un’ora dopo l’agguato, buttando giù a spallate la porta di legno dello sgabuzzino.

Impaurito e sotto choc l’uomo ha chiamato i carabinieri della stazione di Orotelli che sono arrivati immediatamente sul posto. Subito sono partiti i posti di blocco in tutta la zona, ma fino a ieri in tarda serata le ricerche non hanno dato alcun risultato.

Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Ottana, guidati dal capitano Massimo Meloni, e dal reparto operativo di Nuoro. La caccia ai banditi è proseguita per tutta la notte.

È probabile che ad agire sia stata una banda di professionisti. L’azione, infatti, era programmata e ben organizzata: nessuno ha visto fuggire i rapinatori nonostante l’assalto sia avvenuto in pieno giorno. Accanto all’armeria non ci sono altre attività commerciali, né bar, né negozi. In quel momento non c’era nessuno a passeggio. E non potrà essere di alcun aiuto l’uomo più anziano di Orotelli, Gaspare Mele, 106 anni, che abita in un appartamento proprio sopra l’armeria e che in quel momento stava riposando.

Le indagini non si preannunciano facili anche perché il rapinatore, dopo aver buttato dentro il borsone quanti più fucili e pistole poteva, ha avuto anche il tempo di portare via l’hard disk della telecamera di videosorveglianza posizionata all’interno del locale. Ora i carabinieri stanno visionando i filmati delle telecamere che si trovano in via Vittorio Emanuele con la speranza che abbiano immortalato le gesta dei rapinatori.



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