A Jerzu vendemmia scarsa ma di qualità
di Claudia Carta
Caldo e siccità hanno messo in ginocchio i produttori. Usala (Antichi Poderi): «I vini saranno ottimi»
2 MINUTI DI LETTURA
JERZU. L’uva? Poca, ma la qualità rischia di essere ottima. In un’annata che – come ha sottolineato Assoenologi nel rapporto stilato a metà agosto sulla vendemmia 2017 – non si può certo definire memorabile, anche ridurre i danni non è cosa di poco conto. All’Antichi Poderi di Jerzu porte spalancate da Ferragosto per accogliere le uve derivanti da vigneti con una curva di maturazione ormai spedita, e dunque pronte alla raccolta, e quelle in chiaro stato di sofferenza. Quantità. Innegabile il calo che si attesta intorno al 30%. Per numeri e analisi precisi occorrerà attendere la fine di ottobre, ma la tendenza è già chiaramente riscontrabile. Tuttavia, senza negare l’eccezionalità di una stagione in cui siccità, vento e temperature elevate hanno messo il sigillo negativo sul prodotto in termini quantitativi, è altrettanto vero che la conformazione stessa del territorio e i diversi areali di produzione hanno consentito di far fronte al disagio causato dalle avversità climatiche in maniera migliore rispetto ad altre zone. «I parametri analitici – è stato il commento di Marcello Usala, presidente dell’azienda vitivinicola jerzese – sia sul campo che nelle lavorazioni effettuate in cantina dicono un sostanziale equilibrio. La situazione di difficoltà è chiaramente rilevabile, ma la diversificazione di produzione, il tener fede ai regolamenti interni e gli stessi controlli alleviano di gran lunga il disagio». La geografia delle superfici vitate racconta, infatti, di impianti che vanno dai 50 ai 750 metri s.l.m., con numerosi vigneti collocati in collina e alta montagna, dove la sofferenza è stata inferiore. Qualità. «Il livello qualitativo – ha sottolineato il numero uno dell’Antichi Poderi – è garantito dall’esperienza maturata negli anni che consente di intervenire, laddove si rendesse necessario, anche con la potatura verde, specie in periodi siccitosi come questo, per diminuire in modo intelligente la produzione, evitando stress alla pianta e favorendo una qualità maggiore del prodotto restante». Il cambiamento climatico delle ultime settimane, con l’abbassamento delle temperature e una maggiore escursione termica diurna è stata provvidenziale: ci sono ancora vigne che non hanno raggiunto la piena maturazione. E mentre fra vermentini, rosati e passiti è giunto in cantina sociale un terzo del conferimento – la cantina resterà aperta fino alla prima decade di ottobre – il Cda già pensa a trovare soluzioni che puntino in qualche modo a una gratificazione dei soci, fortemente penalizzati in termini di redditività.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
