Dimissioni in massa al Comune di Oliena
di Valeria Gianoglio
La giunta Salis alla resa dei conti: lasciano 9 consiglieri, 4 della maggioranza. Si apre la strada per il commissariamento
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OLIENA. Ieri mattina, dopo aver atteso – come spiegano alcuni – «che per senso di responsabilità nei confronti del paese, si concludesse la manifestazione Cortes apertas», in nove, come avevano concordato nei giorni precedenti pur nella diversità di vedute e di provenienza politica, si dirigono a Nuoro dal notaio Alessio Sanna e presentano un atto formale di dimissioni dal consiglio comunale di Oliena. È l’inizio della strada che conduce al commissariamento, e allo stesso tempo anche la conclusione di una crisi profonda che nel paese ai piedi del Corrasi si respirava ormai da diversi mesi. Tra azzeramenti della giunta, assessori dimissionari, rimpasti, consigli comunali piuttosto accesi, e un mucchio di questioni politiche e amministrative da affrontare e risolvere, e che ogni giorno stavano diventando più complesse. Una su tutte: la questione della chiusura del ponte di Oloè, le difficoltà legate alla viabilità, le proteste sempre più pressanti di tanti residenti e allevatori. Ma non solo.
«Sapevo certamente che i problemi in Comune c’erano ma non mi aspettavo questa accelerata di oggi», dice il sindaco Martino Salis non appena appresa la notizia dei nove dimissionari e del conseguente scioglimento dell’intero consiglio comunale. I consiglieri comunali dimissionari sono nove: quattro arrivano dalla maggioranza, cinque, invece, arrivano dal gruppo dall’opposizione. I quattro della ex maggioranza sono: Donatella Medde, ex vicesindaco e assessore comunale ai Servizi sociali, Alessandro Carrus, ex assessore alle Politiche del lavoro, Salvatore Congiu, consigliere comunale e presidente della commissione Agricoltura, Lidia Puligheddu, ex assessore al Turismo. I cinque della minoranza sono l’ex sindaco Salvatore Fele, Giuseppina Congiu, Marcello Puddu, Enrica Picca e Antonio Maria Lostia. I motivi delle dimissioni congiunte sono in parte diversi, tra ex maggioranza e opposizione, ma legati da un unico filo conduttore: l’accusa, lanciata al sindaco Salis, di non aver saputo essere incisivo in relazione a diverse questioni come ad esempio la vicenda Oloè, l’accusa di aver rimandato altre decisioni, e di non aver saputo condividere tante scelte con la sua maggioranza. Non a caso, come prima firmataria dell’atto di dimissioni congiunte c’è l’ex vicesindaco Donatella Medde, di Forza Italia, e tra gli stessi firmatari c’è pure l’ex assessore al Turismo, Lidia Puligheddu, che all’ultimo consiglio comunale, lo scorso 25 agosto, ha spiegato anche di essere uscita dai Riformatori.
Che quella di dimettersi non sia stata una decisione presa a cuor leggero, le due ex componenti della maggioranza non lo nascondono. «I problemi per quanto mi riguarda sono cominciati da diverso tempo – spiega Lidia Puligheddu – tant’è che mi sono dimessa lo scorso 17 luglio, e il sindaco lo sapeva da quattro giorni prima. Ma era da ben prima che lamentavo tanti aspetti. Il sindaco sapeva bene che non condividevo molti passaggi del suo modus operandi. Gli ho sempre contestato, tra l’altro, di aver disconosciuto una delle caratteristiche che sono proprie di un buon amministratore: la collegialità. Anche sul tema della viabilità e di Oloè, ad esempio, sarebbe servita da parte sua, più condivisione. Dopo che mi sono dimessa sono rimasta in maggioranza e non ho fatto troppo rumore, come mi era stato chiesto. Ho aspettato e sperato, insomma, fino all’ultimo di vedere se le cose sarebbero cambiate ma così non è stato. Per questo siamo arrivati a oggi».
«Il sindaco mesi fa si è scelto una giunta a sua immagine e somiglianza – spiega l’ex vicesindaco Donatella Medde – ma non aveva i numeri. Ha tradito le aspettative di tanti olianesi, e con il rimpasto ha spazzato via 1500 voti. Quella di dimetterci è stata una decisione sofferta, ma non potevamo più far aspettare gli olianesi che ci chiedevano di liberarci da questo supplizio». «Eravamo ai limiti della governabilità – spiega, invece, dall’opposizione, l’ex sindaco di Oliena, Salvatore Fele – la maggioranza era in crisi da tempo e non ha mai saputo dare agli olianesi le risposte che cercavano. Ha solo tergiversato».
«Sapevo certamente che i problemi in Comune c’erano ma non mi aspettavo questa accelerata di oggi», dice il sindaco Martino Salis non appena appresa la notizia dei nove dimissionari e del conseguente scioglimento dell’intero consiglio comunale. I consiglieri comunali dimissionari sono nove: quattro arrivano dalla maggioranza, cinque, invece, arrivano dal gruppo dall’opposizione. I quattro della ex maggioranza sono: Donatella Medde, ex vicesindaco e assessore comunale ai Servizi sociali, Alessandro Carrus, ex assessore alle Politiche del lavoro, Salvatore Congiu, consigliere comunale e presidente della commissione Agricoltura, Lidia Puligheddu, ex assessore al Turismo. I cinque della minoranza sono l’ex sindaco Salvatore Fele, Giuseppina Congiu, Marcello Puddu, Enrica Picca e Antonio Maria Lostia. I motivi delle dimissioni congiunte sono in parte diversi, tra ex maggioranza e opposizione, ma legati da un unico filo conduttore: l’accusa, lanciata al sindaco Salis, di non aver saputo essere incisivo in relazione a diverse questioni come ad esempio la vicenda Oloè, l’accusa di aver rimandato altre decisioni, e di non aver saputo condividere tante scelte con la sua maggioranza. Non a caso, come prima firmataria dell’atto di dimissioni congiunte c’è l’ex vicesindaco Donatella Medde, di Forza Italia, e tra gli stessi firmatari c’è pure l’ex assessore al Turismo, Lidia Puligheddu, che all’ultimo consiglio comunale, lo scorso 25 agosto, ha spiegato anche di essere uscita dai Riformatori.
Che quella di dimettersi non sia stata una decisione presa a cuor leggero, le due ex componenti della maggioranza non lo nascondono. «I problemi per quanto mi riguarda sono cominciati da diverso tempo – spiega Lidia Puligheddu – tant’è che mi sono dimessa lo scorso 17 luglio, e il sindaco lo sapeva da quattro giorni prima. Ma era da ben prima che lamentavo tanti aspetti. Il sindaco sapeva bene che non condividevo molti passaggi del suo modus operandi. Gli ho sempre contestato, tra l’altro, di aver disconosciuto una delle caratteristiche che sono proprie di un buon amministratore: la collegialità. Anche sul tema della viabilità e di Oloè, ad esempio, sarebbe servita da parte sua, più condivisione. Dopo che mi sono dimessa sono rimasta in maggioranza e non ho fatto troppo rumore, come mi era stato chiesto. Ho aspettato e sperato, insomma, fino all’ultimo di vedere se le cose sarebbero cambiate ma così non è stato. Per questo siamo arrivati a oggi».
«Il sindaco mesi fa si è scelto una giunta a sua immagine e somiglianza – spiega l’ex vicesindaco Donatella Medde – ma non aveva i numeri. Ha tradito le aspettative di tanti olianesi, e con il rimpasto ha spazzato via 1500 voti. Quella di dimetterci è stata una decisione sofferta, ma non potevamo più far aspettare gli olianesi che ci chiedevano di liberarci da questo supplizio». «Eravamo ai limiti della governabilità – spiega, invece, dall’opposizione, l’ex sindaco di Oliena, Salvatore Fele – la maggioranza era in crisi da tempo e non ha mai saputo dare agli olianesi le risposte che cercavano. Ha solo tergiversato».
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