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La ex maggioranza: «È mancata tanto la condivisione»

La ex maggioranza: «È mancata tanto la condivisione»

OLIENA. «Da mesi – scrivono in una nota congiunta i quattro consiglieri dimissionari che facevano parte della ex maggioranza, Donatella Medde, Alessandro Carrus, Salvatore Congiu e Lidia Puligheddu...

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OLIENA. «Da mesi – scrivono in una nota congiunta i quattro consiglieri dimissionari che facevano parte della ex maggioranza, Donatella Medde, Alessandro Carrus, Salvatore Congiu e Lidia Puligheddu – il paese di Oliena è costretto a registrare una grave frattura politica all’interno della maggioranza di governo che non consente di assicurare, attraverso il normale funzionamento degli organi istituzionali, il giusto dispiegarsi dell’esercizio democratico in seno agli organi di rappresentanza. Ciò ha comportato una situazione di incertezza e di sfiducia della popolazione che impone, per rispetto dei cittadini e degli elettori, una chiarezza non più rimandabile». I consiglieri comunali tengono a precisarlo: da soli «rappresentano un terzo della maggioranza», e attribuiscono al sindaco Salis tutta «la responsabilità politica della dissoluzione della coalizione».

«È mancato – spiegano i consiglieri – sin dall’inizio della nuova esperienza amministrativa la giusta coesione, il giusto rapporto di comunicazione tra Consiglieri, Sindaco e Giunta, tale da assicurare un corretto rapporto di collaborazione finalizzato alla realizzazione del programma presentato dal Sindaco quale espressione di tutte le forze della coalizione. Questo mancato rapporto ha determinato una separazione tra l’organo di indirizzo politico e l’esecutivo. Pur con la comprensione delle prerogative del Sindaco, è mancata la volontà dello stesso di condividere con i Consiglieri eletti scelte importanti che potessero privilegiare la formazione di un esecutivo competente ed in grado di affrontare le diverse problematiche». E per questo gli stessi consiglieri hanno deciso di presentare le dimissioni in modo congiunto, «per determinare la fine della consiliatura», e «per limitare i danni conseguenti alla situazione di incertezza e ingovernabilità». (v.g.)

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