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Nuoro

Capitale della cultura 2020, pronto il dossier: via alla candidatura di Nuoro

di Gianna Zazzara
Capitale della cultura 2020, pronto il dossier: via alla candidatura di Nuoro

Il sindaco: «Partecipiamo per vincere, ma il progetto sarà realizzato in ogni caso». Per la Sardegna in lizza anche Oristano

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NUORO. Nuoro capitale italiana della cultura? «Sarebbe un meritato riconoscimento a una città che ha dato all’Italia l’unico premio Nobel al femminile della Letteratura, Grazia Deledda». Il sindaco Andrea Soddu mette così il suo sigillo alla candidatura all’ambito riconoscimento promosso dal Mibac. Domani l’amministrazione presenterà il suo progetto culturale ed economico di 60 pagine a Roma, al ministero dei beni culturali.

Oltre a Nuoro, per la Sardegna c’è anche la candidatura di Oristano, ma sono 45 le città italiane in gara, in rappresentanza di 14 regioni (da Parma a Macerata, da Mantova a Pistoia). Il 15 novembre saranno individuate le prime dieci città finaliste. Poi, il 10 gennaio 2018, la decisione finale. «Il progetto messo a punto dalla task force guidata da Massimo Mancini (direttore del Teatro stabile di Sardegna) è una vera rivoluzione. È un progetto corale realizzato a partire dalle proposte dei cittadini arrivate sul portale Ideario per Nuoro 2020. Ce la giochiamo per vincere, non per partecipare. In ogni caso il progetto sarà realizzato lo stesso, capitale della cultura o no».

A sostenere la candidatura, oltre alla Regione, e a tutti i comuni barbaricini, c’è anche il Consiglio comunale. Per una volta maggioranza e opposizione non hanno avuto dubbi e hanno votato, insieme, un documento per sostenere la città. Come ha spiegato il sindaco: «Il punto di forza della candidatura è l’idea di trasformare la designazione in una opportunità non solo per Nuoro ma anche per tutta la Barbagia».

Il progetto. Per quanto riguarda l’evento il gruppo di lavoro, guidato da Massimo Mancini, ha scelto di non rendere completamente pubblico il progetto e di rinviarlo alla fase successiva della gara. «Quando Nuoro sarà nella rosa delle dieci finaliste, allora scopriremo le nostre carte – assicura Mancini – Quel che posso anticipare è che la candidatura di Nuoro si fonda sulla parola, sulla scrittura. Sui personaggi che l’hanno resa famosa nel mondo, da Grazia Deledda a Salvatore Satta a Costantino Nivola, e a quelli che ancora oggi viaggiano nel mondo con Nuoro nel cuore, dallo scrittore Marcello Fois all’architetto-designer Flavio Manzoni».

Gli eventi culturali. Tra i progetti spicca una composizione originale dedicata a Nuoro. Una narrazione corale con le parole di Marcello Fois e il sassofono di Gavino Murgia. Un’altra chicca l’ha in serbo Marcello Fois: il racconto della città attraverso le biografie di 60 nuoresi. Anche la musica ha un ruolo centrale nel progetto. Il video di “Non potho reposare”, realizzato da Renzo Gualà con il contributo dei cori di Nuoro, è stato realizzato proprio per sostenere la candidatura di Nuoro. E poi il Man, l’Isre, il museo Ciusa e le case editrici nuoresi, Ilisso e Maestrale. «Il progetto è frutto di un bellissimo gioco di squadra tra tutte le realtà culturali del territorio. Il Man ospiterà una mostra sui popoli del Mediterraneo, l’Isre punta invece sul festival IsReal, la sua rassegna cinematografica – anticipa Mancini – E poi i musei: la Barbagia è un grande museo diffuso, un luogo di cultura e arte. Abbiamo le carte in regola per vincere la sfida di capitale italiana della cultura». Una scommessa che, se vinta, porterebbe in dote un milione di euro di risorse straordinarie ma anche nuove opportunità professionali, nel mondo dell’arte e non solo.

Ma quali possibilità ha la città di riuscire a spuntarla? Massimo Mancini non è alla sua prima candidatura: nel 2014 Massimo Zedda lo nominò direttore artistico nella corsa al titolo di capitale europea della cultura 2019 (scelta poi caduta su Matera). «Quel che mi ha sorpreso di Nuoro è la sua ricchezza culturale, ogni luogo racconta il suo passato – dice Mancini – Ma la città deve essere ripensata. Non si può fare una passeggiata. Ci sono macchine parcheggiate ovunque». Se Nuoro vuole diventare capitale italiana della cultura forse deve partire proprio da qui.

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