Cocco a Deriu: Pd a caccia di poltrone
Biblioteca Satta, l’assessore alla Cultura replica al consigliere sulla nomina del commissario
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NUORO. «Trovo singolare che a definire irresponsabili il sottoscritto e la giunta Soddu sia proprio chi in qualche modo è il coautore della sfascio in cui versa la biblioteca Satta». Sebastian Cocco, vice sindaco e assessore alla Cultura,replica con decisione alle accuse del consigliere regionale Roberto Deriu sulla crisi del consorzio per la pubblica lettura.
In che modo Deriu sarebbe responsabile della situazione di paralisi della Satta?
«Lo dico con dati alla mano. Già dal 2000 la legge imponeva ai consorzi la trasformazione in un altro tipo di ente, e Deriu allora era assessore comunale alla Cultura. Non mi risulta che si sia adoperato per un cambiamento. Nel 2006 ci fu un altro intervento regionale in materia di cultura: lui era presidente della Provincia, ma il consorzio rimase tale e quale. Nel 2016 come sappiamo è stato relatore della legge 2 che inizialmente prevedeva la sottrazione della biblioteca, in sostanza si faceva in modo che la guida della Satta andasse a Cagliari senza informare il sindaco di Nuoro. Che dia a noi degli irresponsabili fa sorridere».
Dal vostro insediamento cosa avete fatto per risolvere la crisi della biblioteca?
«Quando è entrata in vigore la legge 2/2016 eravamo in carica da 180 giorni, e stavamo dialogando con i dipendenti e la Rsu della Satta, che ci avevano consegnato un loro piano di riorganizzazione, risalente però al 2009. Allora non conoscevamo ancora lo studio commissionato dal commissario Vannina Mulas. Dall’approvazione della legge sono passati sei mesi. Non mi sembrano tempi eccessivi: chiedere a noi di risolvere in un attimo una situazione incancrenita dagli anni ’90 è eccessivo».
Voi dite: volevano minare la nostra autonomia. Perché ora lasciate alla Regione la scelta del commissario?
«Oggi serve una soluzione temporanea quanto immediata che garantisca l’approvazione del bilancio della biblioteca, e l’unica soluzione ce la offre la legge sugli enti locali: quando un ente non approva il bilancio riceve una diffida, come è successo per l’università. Noi, per rasserenare i rapporti, lasciamo a loro la scelta del commissario. Non perché non abbiamo figure adatte da indicare, ma proprio per evitare che il dialogo si incancrenisca sui nomi, che a noi non interessano. Lo nomini l’assessore competente, Erriu, che guida gli Enti Locali, in modo tale da sgombrare il campo da equivoci. L’assessore alla Cultura Dessena si è impegnato pubblicamente a rimodulare i soldi che, purtroppo, non sono stati utilizzati per la cooperativa, e a rivedere la norma. Quindi non capiamo dove stia il problema segnalato da Deriu.
È però evidente che vogliate ridimensionare il vostro contributo alla biblioteca Satta. L’assessore Raffaelina Denti è molto chiara in proposito.
«Noi vogliamo contribuire a una biblioteca che sia più efficiente. Il problema non sono i 293mila euro che il Comune versa ogni anno (ma ancora nulla è stato corrisposto per il 2017, ndr). Possono essere anche di più, ma l’importante è che sia efficiente. Mi chiedo ad esempio se abbia senso mantenere un organico di 25 dipendenti, inclusi i nove soci della cooperativa, alla luce delle tecnologie odierne».
Cosa pensa della proposta di far confluire la Satta nell’Isre?
«Non sono assolutamente d’accordo. Innanzitutto perché occorre modificare la legge istitutiva dell’etnografico. Ma soprattutto perché la biblioteca è già autonoma e tale deve restare. Guardi, ho l’impressione che ogni volta che si profila una soluzione si inciampi sempre sulle poltrone, logica molto cara al Pd, che infatti propone il suo segretario cittadino Francesco Manca come commissario. Ma noi non ci stiamo». (p.me.)
In che modo Deriu sarebbe responsabile della situazione di paralisi della Satta?
«Lo dico con dati alla mano. Già dal 2000 la legge imponeva ai consorzi la trasformazione in un altro tipo di ente, e Deriu allora era assessore comunale alla Cultura. Non mi risulta che si sia adoperato per un cambiamento. Nel 2006 ci fu un altro intervento regionale in materia di cultura: lui era presidente della Provincia, ma il consorzio rimase tale e quale. Nel 2016 come sappiamo è stato relatore della legge 2 che inizialmente prevedeva la sottrazione della biblioteca, in sostanza si faceva in modo che la guida della Satta andasse a Cagliari senza informare il sindaco di Nuoro. Che dia a noi degli irresponsabili fa sorridere».
Dal vostro insediamento cosa avete fatto per risolvere la crisi della biblioteca?
«Quando è entrata in vigore la legge 2/2016 eravamo in carica da 180 giorni, e stavamo dialogando con i dipendenti e la Rsu della Satta, che ci avevano consegnato un loro piano di riorganizzazione, risalente però al 2009. Allora non conoscevamo ancora lo studio commissionato dal commissario Vannina Mulas. Dall’approvazione della legge sono passati sei mesi. Non mi sembrano tempi eccessivi: chiedere a noi di risolvere in un attimo una situazione incancrenita dagli anni ’90 è eccessivo».
Voi dite: volevano minare la nostra autonomia. Perché ora lasciate alla Regione la scelta del commissario?
«Oggi serve una soluzione temporanea quanto immediata che garantisca l’approvazione del bilancio della biblioteca, e l’unica soluzione ce la offre la legge sugli enti locali: quando un ente non approva il bilancio riceve una diffida, come è successo per l’università. Noi, per rasserenare i rapporti, lasciamo a loro la scelta del commissario. Non perché non abbiamo figure adatte da indicare, ma proprio per evitare che il dialogo si incancrenisca sui nomi, che a noi non interessano. Lo nomini l’assessore competente, Erriu, che guida gli Enti Locali, in modo tale da sgombrare il campo da equivoci. L’assessore alla Cultura Dessena si è impegnato pubblicamente a rimodulare i soldi che, purtroppo, non sono stati utilizzati per la cooperativa, e a rivedere la norma. Quindi non capiamo dove stia il problema segnalato da Deriu.
È però evidente che vogliate ridimensionare il vostro contributo alla biblioteca Satta. L’assessore Raffaelina Denti è molto chiara in proposito.
«Noi vogliamo contribuire a una biblioteca che sia più efficiente. Il problema non sono i 293mila euro che il Comune versa ogni anno (ma ancora nulla è stato corrisposto per il 2017, ndr). Possono essere anche di più, ma l’importante è che sia efficiente. Mi chiedo ad esempio se abbia senso mantenere un organico di 25 dipendenti, inclusi i nove soci della cooperativa, alla luce delle tecnologie odierne».
Cosa pensa della proposta di far confluire la Satta nell’Isre?
«Non sono assolutamente d’accordo. Innanzitutto perché occorre modificare la legge istitutiva dell’etnografico. Ma soprattutto perché la biblioteca è già autonoma e tale deve restare. Guardi, ho l’impressione che ogni volta che si profila una soluzione si inciampi sempre sulle poltrone, logica molto cara al Pd, che infatti propone il suo segretario cittadino Francesco Manca come commissario. Ma noi non ci stiamo». (p.me.)
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