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Nuoro

scuola, il caso  

Nuoro, il popolo del web sta con il prof di religione esiliato dalla Curia

di Stefania Vatieri
Il professor Giovanni Siotto (foto massimo locci)
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Il professor Giovanni Siotto (foto massimo locci)

Nei social ci si divide tra sostenitori e detrattori di Giovanni Siotto, rimasto senza cattedra per aver parlato di sesso durante le sue lezioni

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NUORO. Il popolo dei social si divide tra sostenitori e detrattori del professore di religione “esiliato” dalla Curia per aver parlato di sesso durante le sue lezioni: quest’anno Giovanni Siotto non potrà insegnare religione in nessuna scuola. Ma lui non ci sta e ieri ha presentato denuncia contro il vescovo e la scuola scatenando accese polemiche tra gli internauti barbaricini.

Tra le critiche c’è soprattutto il disappunto sul provvedimento preso dal vescovo di Nuoro, che ha negato l’insegnamento al giovane prof. «Il primo comandamento è quello dell'amore – ricorda un utente su Facebook – il professore in questione non è un fariseo, uno chiuso nella torre d'avorio – spiega citando la Bibbia –. Ma nonostante ciò si trova in questa situazione proprio per un comportamento che è esattamente il contrario di quello dei farisei».

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Nel mare magnum dei commenti c’è anche chi collegandosi ai recenti fatti di cronaca ricorda che «ai giorni nostri ragazzini di 16 anni si ammazzano. Il rispetto per entrambi i sessi, anche se lo insegnasse il professore di matematica, a me andrebbe più che bene – si legge in un altro post –. La verità è che a certi genitori la verità brucia perché non hanno il coraggio nemmeno di pensarli certi discorsi». Sono in tanti dalla parte dell’insegnante. «Il docente aveva solo suggerito delle letture da fare tra genitori e ragazzi – si legge – . È importante fare educazione sessuale a scuola oltre che in casa. Tra l’altro i ragazzini di 11 anni ne sanno più di noi. Preoccupiamoci di far crescere bene i nostri figli, facendo capire loro il rispetto delle persone».

Altri si sono invece interrogati sul ruolo della chiesa all’interno della scuola pubblica, dove un insegnante pagato dallo Stato viene scelto a discrezione da un vescovo. «Hanno un patto ben preciso con la Curia e devono avere uno stile di vita conforme ai dettami della santa chiesa – dice una sostenitrice del vescovo –. Lui doveva fare il professore di religione e basta. Per tanti altri il problema principale è che il professore fosse giovane e di sesso maschile, perché «se fosse stata una donna adulta non si sarebbe sollevato tutto questo polverone e a quest’ora sarebbe seduta tranquilla alla sua cattedra» concludono.
 

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