Le REAZIONi
I sindacati: «Nessuna sorpresa ma il lavoro va difeso»
di Francesco Pirisi
NUORO. Non ha destato sorpresa tra la dirigenza sindacale nuorese la sentenza con la quale il Tar Sardegna ha respinto il ricorso contro l’annullamento del Project financing nell’ex Asl. Giorgio...
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NUORO. Non ha destato sorpresa tra la dirigenza sindacale nuorese la sentenza con la quale il Tar Sardegna ha respinto il ricorso contro l’annullamento del Project financing nell’ex Asl. Giorgio Mustaro, segretario della Cisl Funzione pubblica: «Potrei dire che mancava l’ufficialità e che la decisione era attesa. Da quanto ho letto, sono stati rinviati al giudice ordinario alcuni istanze del Pssc, Polo sanitario della Sardegna centrale, su alcuni lavori e servizi già eseguiti, ma sull’oggetto principale c’è il rigetto della domanda». Soluzione preventivata anche in casa Cgil, con in più la soddisfazione, anche se oggi macchiata dai molti dubbi sul futuro, di poter affermare, “noi l’avevamo detto”.
Il perché dal segretario di categoria Sandro Fronteddu: «Il nostro sindacato è stato contrario sin dall’inizio all’accordo per la finanza di progetto. Tanto che nel 2011 abbiamo promosso una manifestazione nella quale la responsabile nazionale di categoria ha parlato di “finanza allegra”. La contrarietà era prima di tutto data dal fatto che veniva esternalizzato un servizio come il Cup, il centro per le prenotazioni, di regola interno alle aziende sanitarie. Ma non è tutto. Si programmava la realizzazione di alcune strutture sanitarie senza nessuna distinzione di metodo a quello utilizzato per costruire strade, porti o discariche».
Questo per il passato.
Per il presente e futuro pesa l’incertezza sulla maniera con la quale saranno gestiti i servizi prima in capo alla società del project, che insieme al Cup comprende il portierato e i lavoratori ausiliari.
Ancora Fronteddu: «La questione, con i colleghi della Cisl e Uil, l’abbiamo posta sin dal momento in cui il commissario della Asl Mario Palermo nel 2016 aveva adottato le delibere che annullavano gli accordi intercorsi con la società Polo sanitario della Sardegna centrale, attraverso lo strumento dell’autotutela. La strada ora credo sia solo una: riportare dentro l’azienda il Cup e appaltare gli altri servizi, con la garanzia del mantenimento dei posti di lavoro».
Una condizione quest’ultima dalla quale parte ogni discorso sul futuro anche per Mustaro: «Il posto di lavoro diventa un diritto dal primo giorno in cui uno lo occupa. Facciamo affidamento sulle assicurazioni date dall’assessore regionale Luigi Arru e dallo stesso management dell’Ats, sulla presa in carico di servizi e lavoratori».
Il perché dal segretario di categoria Sandro Fronteddu: «Il nostro sindacato è stato contrario sin dall’inizio all’accordo per la finanza di progetto. Tanto che nel 2011 abbiamo promosso una manifestazione nella quale la responsabile nazionale di categoria ha parlato di “finanza allegra”. La contrarietà era prima di tutto data dal fatto che veniva esternalizzato un servizio come il Cup, il centro per le prenotazioni, di regola interno alle aziende sanitarie. Ma non è tutto. Si programmava la realizzazione di alcune strutture sanitarie senza nessuna distinzione di metodo a quello utilizzato per costruire strade, porti o discariche».
Questo per il passato.
Per il presente e futuro pesa l’incertezza sulla maniera con la quale saranno gestiti i servizi prima in capo alla società del project, che insieme al Cup comprende il portierato e i lavoratori ausiliari.
Ancora Fronteddu: «La questione, con i colleghi della Cisl e Uil, l’abbiamo posta sin dal momento in cui il commissario della Asl Mario Palermo nel 2016 aveva adottato le delibere che annullavano gli accordi intercorsi con la società Polo sanitario della Sardegna centrale, attraverso lo strumento dell’autotutela. La strada ora credo sia solo una: riportare dentro l’azienda il Cup e appaltare gli altri servizi, con la garanzia del mantenimento dei posti di lavoro».
Una condizione quest’ultima dalla quale parte ogni discorso sul futuro anche per Mustaro: «Il posto di lavoro diventa un diritto dal primo giorno in cui uno lo occupa. Facciamo affidamento sulle assicurazioni date dall’assessore regionale Luigi Arru e dallo stesso management dell’Ats, sulla presa in carico di servizi e lavoratori».
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