La Nuova Sardegna

Nuoro

Rubate le pecore a un pastore di 17 anni

di Sergio Secci
Rubate le pecore a un pastore di 17 anni

Posada, Elia Taberlet ha lasciato presto la scuola per dedicarsi al lavoro che amava

2 MINUTI DI LETTURA





POSADA. Certo, ci vuole un gran bel coraggio per rubare quattro pecore ad un ragazzo di appena 17 anni. Eppure gli abigeatari non si sono messi scrupoli la scorsa settimana quando si sono portati via gli animali accuditi dal diciassettenne Elia Taberlet che alla scuola, sin da piccolo ha preferito il mondo della campagna. A Frumene, proprio sotto la rocca del centro storico dominato dal Castello della Fava, Elia, in un piccolo appezzamento di terreno, aveva realizzato una vera e propria fattoria con alcune pecore ed un montone, due caprette, galline tacchini e conigli. Una passione, quella per l’allevamento, maturata sin da piccolo quando posto a scegliere tra libri e lavoro, aveva deciso di andare ad accudire le centosettanta capre di un allevatore della zona.

Un lavoro durato poco però perché il gregge in questione era stato venduto e così Elia ha deciso di mettersi in proprio, di tentare la strada da sé. Ottenuta la disponibilità di un fazzoletto di terreno, Elia ha acquistato i primi animali e la fattoria si è via ingrandita, per lui una piccola fonte di reddito e la possibilità di fare il lavoro che ha sempre sognato all’aria aperta. Un sogno che è durato però davvero poco perché alcuni malintenzionati, approfittando del buio della notte, si sono portati via il piccolo gregge, quattro pecore e l’ariete, quest’ultimo è stato poi abbandonato forse perché non macellabile visto che non era stato castrato mentre i capi ovini sono spariti e forse finiti già in pentola.

Elia ha cercato dappertutto tracce delle sue pecore ma senza esito e da qualche settimana ha dovuto giocoforza cambiare mestiere.

La notizia sarebbe rimasta nell’ombra, sconosciuta ai più e dimenticata da tutti, se Salvatore Sanna, falegname in pensione e prozio del ragazzo, non l’avesse portata a conoscenza della popolazione. «In Sardegna siamo famosi per il rito de Sa Paradura – dice –. Siamo riusciti a portare mille pecore in Umbria dopo il terremoto e voglio vedere se si trova qualche allevatore di buon cuore che possa ridare il sorriso ad un ragazzo che sin da piccolo, sogna di fare il pastore».

Un sogno che soltanto grazie alla solidarietà dei sardi, quella vera, potrà andare avanti. Bisogna soltanto aspettare e vedere chi e in quanti si mobiliteranno per dare una mano al piccolo grande pastore. Sempre che nel frattempo non arrivi qualche bella notizia anche dal fronte delle indagini. Certo è che Elia Taberlet ha bisogno di un segnale forte, ora più che mai.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative