Soddu: ora tuteliamo gli investimenti
Il sindaco: garanzie per i lavoratori e i servizi. Attacco di Capelli e Busia all’assessore Arru. La replica: obiettivo raggiunto
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NUORO. «Rispetto la sentenza e mi fido del sistema giustizia». È la prima reazione del sindaco di Nuoro Andrea Soddu. «Ora vanno salvaguardati al massimo – ha sottolineato il primo cittadino – gli investimenti, il lavoro e i servizi per la salute dei pazienti. E mi auguro che la Regione faccia la sua parte».
Di tutt’altro tenore è l’affondo di Campo progressista-Centro democratico, con Roberto Capelli e Anna Maria Busia: «I magistrati, non la politica, finalmente ha fatto piazza pulita di una schifezza, il project financing». È un attacco frontale ma inevitabile da parte di chi «come noi invocava da tempo che quel contratto capestro fosse stracciato». Per proseguire: «È dal 2015 – hanno ribadito Capelli e Busia all’indomani della pubblicazione dei motivi per cui il Tar ha dato ragione all’Asl – che lottiamo a testa bassa contro un accordo folle, contestato più volte dall’Autorità nazionale contro la corruzione e su cui la Procura distrettuale ha aperto un’inchiesta. Noi sapevamo che il project con la società privata Polo sanitario era peggio di Mafia capitale, ma siamo rimasti inascoltati» . E subito dopo in crescendo nei torni: «Sarebbe dovuta essere la Regione – hanno continuato – non i giudici amministrativi a bloccare tutto e invece ancora una volta l’intervento decisivo è stato quello della magistratura. Perché purtroppo fino all’altro giorno la politica è rimasta a guardare e addirittura quando l’anno scorso l’allora commissario dell’Asl di Nuoro, Mario Palermo, sospendeva il contratto, in Regione c’era chi ha girato la faccia altrove e continuato a dare del visionario a quanti, come noi, denunciavano un evidente malaffare». Con il tono di chi l’aveva detto ma non è stato ascoltato, il deputato e la consigliera regionale hanno aggiunto: «L’assessore alla sanità Luigi Arru deve dimettersi per quello che non ha fatto in questi anni». Ma è un’ipotesi neanche presa in considerazione dal diretto interessato: «Siamo soddisfatti per la sentenza del Tar ed è una decisione che non ci sorprende perché fin dal 2015 abbiamo sollecitato i diversi manager che si sono avvicendati alla guida dell’Asl di sospendere l’efficacia del contratto». Per poi essere sostenuto nella replica anche dal segretario regionale del Pd e dal consigliere regionale dem Gigi Ruggeri. Il primo, Giuseppe Luigi Cucca, ha scritto: «Le accuse all’assessore Arru sono irricevibili e pretestuose nei confronti di, in questa vicenda, ha dimostrato sempre grande correttezza». Concetto rilanciato da Ruggeri: «È davvero paradossale che sia accusato d’inadempienza l’unico assessore impegnatosi a fare chiarezza sul project financing. Ed è anche imbarazzante che le contestazioni arrivino da un partito di maggioranza e questo fa pensare che i motivi dell’attacco siano ben altri. Soprattutto perché gli accusatori si dimenticano che il vero responsabile del project è stato un presidente di Regione del centrodestra, Ugo Cappellacci». Seppure a distanza è una ricostruzione i contestata da Capelli e da Anna Maria Busia. «Il contratto risale al 2007, quando il presidente della Regione era Renato Soru, l’assessore alla sanità Dirindin e il manager della Asl Franco Mulas. Poi è vero che la giunta Cappellacci non ha fatto nulla per bloccare il project financing, ma neanche il centrosinistra di Pigliaru si è mosso quando doveva farlo. Anzi, oggi siamo stupiti della soddisfazione dichiarata in queste ore dall’assessore Arru all’indomani della sentenza del Tar». Per poi affondare l’ultimo colpo: «Tutta questa vicenda, lo ripetiamo, è una grande sconfitta per la politica, perché per risolvere un grande problema, abbiamo dovuto aspettare una sentenza della magistratura. In cui, e ricordiamo anche questo, c’è scritto a chiare lettere: la politica sarebbe dovuta intervenire molto prima perché l’errore commesso era così evidente che non poteva non essere visto. Noi l’abbiamo visto, altri no».
Di tutt’altro tenore è l’affondo di Campo progressista-Centro democratico, con Roberto Capelli e Anna Maria Busia: «I magistrati, non la politica, finalmente ha fatto piazza pulita di una schifezza, il project financing». È un attacco frontale ma inevitabile da parte di chi «come noi invocava da tempo che quel contratto capestro fosse stracciato». Per proseguire: «È dal 2015 – hanno ribadito Capelli e Busia all’indomani della pubblicazione dei motivi per cui il Tar ha dato ragione all’Asl – che lottiamo a testa bassa contro un accordo folle, contestato più volte dall’Autorità nazionale contro la corruzione e su cui la Procura distrettuale ha aperto un’inchiesta. Noi sapevamo che il project con la società privata Polo sanitario era peggio di Mafia capitale, ma siamo rimasti inascoltati» . E subito dopo in crescendo nei torni: «Sarebbe dovuta essere la Regione – hanno continuato – non i giudici amministrativi a bloccare tutto e invece ancora una volta l’intervento decisivo è stato quello della magistratura. Perché purtroppo fino all’altro giorno la politica è rimasta a guardare e addirittura quando l’anno scorso l’allora commissario dell’Asl di Nuoro, Mario Palermo, sospendeva il contratto, in Regione c’era chi ha girato la faccia altrove e continuato a dare del visionario a quanti, come noi, denunciavano un evidente malaffare». Con il tono di chi l’aveva detto ma non è stato ascoltato, il deputato e la consigliera regionale hanno aggiunto: «L’assessore alla sanità Luigi Arru deve dimettersi per quello che non ha fatto in questi anni». Ma è un’ipotesi neanche presa in considerazione dal diretto interessato: «Siamo soddisfatti per la sentenza del Tar ed è una decisione che non ci sorprende perché fin dal 2015 abbiamo sollecitato i diversi manager che si sono avvicendati alla guida dell’Asl di sospendere l’efficacia del contratto». Per poi essere sostenuto nella replica anche dal segretario regionale del Pd e dal consigliere regionale dem Gigi Ruggeri. Il primo, Giuseppe Luigi Cucca, ha scritto: «Le accuse all’assessore Arru sono irricevibili e pretestuose nei confronti di, in questa vicenda, ha dimostrato sempre grande correttezza». Concetto rilanciato da Ruggeri: «È davvero paradossale che sia accusato d’inadempienza l’unico assessore impegnatosi a fare chiarezza sul project financing. Ed è anche imbarazzante che le contestazioni arrivino da un partito di maggioranza e questo fa pensare che i motivi dell’attacco siano ben altri. Soprattutto perché gli accusatori si dimenticano che il vero responsabile del project è stato un presidente di Regione del centrodestra, Ugo Cappellacci». Seppure a distanza è una ricostruzione i contestata da Capelli e da Anna Maria Busia. «Il contratto risale al 2007, quando il presidente della Regione era Renato Soru, l’assessore alla sanità Dirindin e il manager della Asl Franco Mulas. Poi è vero che la giunta Cappellacci non ha fatto nulla per bloccare il project financing, ma neanche il centrosinistra di Pigliaru si è mosso quando doveva farlo. Anzi, oggi siamo stupiti della soddisfazione dichiarata in queste ore dall’assessore Arru all’indomani della sentenza del Tar». Per poi affondare l’ultimo colpo: «Tutta questa vicenda, lo ripetiamo, è una grande sconfitta per la politica, perché per risolvere un grande problema, abbiamo dovuto aspettare una sentenza della magistratura. In cui, e ricordiamo anche questo, c’è scritto a chiare lettere: la politica sarebbe dovuta intervenire molto prima perché l’errore commesso era così evidente che non poteva non essere visto. Noi l’abbiamo visto, altri no».
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