La Nuova Sardegna

Nuoro

In Baronia arrivano le autobotti

di Sergio Secci
In Baronia arrivano le autobotti

Rubinetti a secco dalla prossima settimana. Senz’acqua le abitazioni, le aziende agricole e gli hotel

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SINISCOLA. Arriveranno le autobotti nei quattro comuni interessati dalle restrizioni idriche a causa della carenza di acqua nell’invaso del Posada.

Ieri mattina, nella sala consiliare del comune di Budoni, si è svolta una riunione alla presenza del presidente del consorzio di bonifica, Ambrogio Guiso, e dei sindaci di Torpè (Omar Cabras), Posada (Roberto Tola), Siniscola (Gianluigi Farris) e Budoni (Giuseppe Porcheddu).

Confermata, com’era stata d’altronde ampiamente annunciata, la decisione di chiudere le condotte irrigue. Tra una settimana circa saranno quindi solo le autobotti della protezione civile e dell’ente foreste a rifornire d’acqua le aziende agricole, le abitazioni e le attività turistiche. L’acqua contenuta nella diga, infatti, è appena sufficiente a garantire l’approvvigionamento alle abitazioni e quindi, sino all’arrivo delle attese e sospirate piogge, per agricoltori e allevatori, si annunciano tempi grami.

Nel corso della riunione si è anche parlato della realizzazione del nuovo invaso sul rio Posada, in località Abbalughente, nelle campagne di Lodè. Per la realizzazione di questa opera, nei primi anni del 2000, quando all’assessorato ai lavori pubblici sedeva Silvestro Ladu, era già stata presentata la progettazione. Il nuovo invaso consentirebbe di risolvere definitivamente tutti i problemi idrici della Baronia. Quando però il presidente del Consorzio, Ambrogio Guiso, ha sollevato l’argomento, ha trovato la netta opposizione dei primi cittadini di Torpè e Posada. «Prima bisogna mettere in sicurezza l’invaso esistente – hanno protestato i due sindaci – È inutile illudere i cittadini con proposte che non sono fattibili nell’immediato e rinviano solo i problemi».

Riguardo al razionamento imposto dalla siccità, il presidente del Consorzio di bonifica ha ribadito l’obbligo di chiudere tutti i rubinetti delle condotte, ad eccezione delle linee che portano ai potabilizzatori.

Il tempo che arrivino le autobotti fornite dalla protezione civile (ci vorrà ancora una settimana) e poi le condotte saranno chiuse. Il risultato sarà che agli idranti della piana non arriverà un goccio d’acqua con enormi disagi per le case dell’agro e per tutte le aziende agricole, agriturismi e villaggi.

In ogni comune sarà disponibile un numero di telefono per contattare la protezione civile e, come lo scorso anno, si stilerà un elenco delle abitazioni di campagna.

Particolarmente preoccupato per la situazione che si creerà il sindaco di Siniscola Gianluigi Farris. «Abbiamo circa 1.500 abitazioni dislocate nell’agro e sarà un vero problema approvvigionarle tutte». «Se ci avessero autorizzato a chiudere le paratoie quando l’invaso era pieno – ha detto Ambrogio Guiso – l’acqua ci sarebbe probabilmente bastata sino a dicembre ed ora non ci troveremmo in questa situazione». Il presidente ha anche reso noto che entro il 30 settembre la Maltauro dovrà comunicare se ha intenzione di riprendere i lavori alle paratie, altrimenti le opere saranno nuovamente appaltate.

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