Lingua blu, il virus a Ottana
di Federico Sedda
Un caso sospetto nelle campagne di “Bellezze”. Sequestro cautelativo dell’allevamento
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OTTANA. L’epidemia di blue tongue che ha colpito nelle scorse settimane oltre duecento allevamenti di ovini nell’Ogliastra, rischia di estendersi anche alle campagne del centro Sardegna.
Un sospetto caso di lingua blu, la febbre catarrale che colpisce gravemente gli ovini, è stato segnalato nelle campagne di Ottana e, precisamente, in località Bellezze. La segnalazione, che ha fatto scattare le verifiche, è giunta dal servizio veterinario della Assl di Nuoro.
È scattato, quindi, il protocollo di emergenza, che, in questi casi, per evitare il diffondersi della malattia, prevede, in attesa degli accertamenti sanitari definitivi, il sequestro cautelativo dell’allevamento con un’ ordinanza del sindaco.
Il provvedimento è stato emesso dal sindaco, Franco Saba, il 19 settembre scorso. Non si sa quanti siano gli ovini colpiti dalla sintomatologia riferibile alla blue tongue. In questi casi, comunque, il disciplinare messo a punto dalla Regione da oltre dieci anni per impedire il diffondersi del morbo che negli anni scorsi ha decimato gli allevamenti sardi e, in particolare della provincia di Nuoro, molti dei quali nelle campagne tra Ottana, Orotelli e Orani, prevede l’isolamento degli animali e il divieto di introdurne altri in azienda.
Devono, inoltre, essere circoscritti i territori attorno agli ovili colpiti dal morbo nel raggio di venti chilometri dai punti in cui è stata riscontrata l’infezione.
Per ora, quello individuato nelle campagne di Bellezze, una zona che si trova a est del territorio di Ottana, a qualche chilometro dalla statale 131 per Nuoro, sembra un caso isolato. Ma di fronte a questo tipo di epidemia, che si ripresenta in provincia di Nuoro dopo qualche anno di tregua, le precauzioni non sono mai troppe.
I primi focolai di febbre catarrale ovina si manifestarono nelle campagne di Orotelli nel 2000. Ma il picco della malattia venne raggiunto nel 2013 con oltre cinquanta allevamenti colpiti dal morbo. L’infezione fece una vera e propria strage, provocando enormi danni agli allevatori, in parte risarciti dalla Regione alla fine del 2014.
L’epidemia del 2013, secondo i dati diffusi dalla Regione, ha fatto registrare 5777 focolai con 113mila capi morti e oltre 500mila capi ammalati.
La malattia, provocata dal moscerino culicoides, è considerata esclusiva dei ruminanti. La pecora è la specie più sensibile all'infezione con sintomi clinici anche gravi, mentre bovini e caprini vengono infettati, ma sono più resistenti e generalmente presentano sintomi minori.
Nessuna zona geografica dell’isola, finora, è stata esclusa dalla malattia.
Ora si teme una nuova epidemia anche nel centro Sardegna. La speranza è che il cambiamento di stagione, con l’arrivo di temperature più basse, blocchi la diffusione dell’insetto vettore della malattia.
Un sospetto caso di lingua blu, la febbre catarrale che colpisce gravemente gli ovini, è stato segnalato nelle campagne di Ottana e, precisamente, in località Bellezze. La segnalazione, che ha fatto scattare le verifiche, è giunta dal servizio veterinario della Assl di Nuoro.
È scattato, quindi, il protocollo di emergenza, che, in questi casi, per evitare il diffondersi della malattia, prevede, in attesa degli accertamenti sanitari definitivi, il sequestro cautelativo dell’allevamento con un’ ordinanza del sindaco.
Il provvedimento è stato emesso dal sindaco, Franco Saba, il 19 settembre scorso. Non si sa quanti siano gli ovini colpiti dalla sintomatologia riferibile alla blue tongue. In questi casi, comunque, il disciplinare messo a punto dalla Regione da oltre dieci anni per impedire il diffondersi del morbo che negli anni scorsi ha decimato gli allevamenti sardi e, in particolare della provincia di Nuoro, molti dei quali nelle campagne tra Ottana, Orotelli e Orani, prevede l’isolamento degli animali e il divieto di introdurne altri in azienda.
Devono, inoltre, essere circoscritti i territori attorno agli ovili colpiti dal morbo nel raggio di venti chilometri dai punti in cui è stata riscontrata l’infezione.
Per ora, quello individuato nelle campagne di Bellezze, una zona che si trova a est del territorio di Ottana, a qualche chilometro dalla statale 131 per Nuoro, sembra un caso isolato. Ma di fronte a questo tipo di epidemia, che si ripresenta in provincia di Nuoro dopo qualche anno di tregua, le precauzioni non sono mai troppe.
I primi focolai di febbre catarrale ovina si manifestarono nelle campagne di Orotelli nel 2000. Ma il picco della malattia venne raggiunto nel 2013 con oltre cinquanta allevamenti colpiti dal morbo. L’infezione fece una vera e propria strage, provocando enormi danni agli allevatori, in parte risarciti dalla Regione alla fine del 2014.
L’epidemia del 2013, secondo i dati diffusi dalla Regione, ha fatto registrare 5777 focolai con 113mila capi morti e oltre 500mila capi ammalati.
La malattia, provocata dal moscerino culicoides, è considerata esclusiva dei ruminanti. La pecora è la specie più sensibile all'infezione con sintomi clinici anche gravi, mentre bovini e caprini vengono infettati, ma sono più resistenti e generalmente presentano sintomi minori.
Nessuna zona geografica dell’isola, finora, è stata esclusa dalla malattia.
Ora si teme una nuova epidemia anche nel centro Sardegna. La speranza è che il cambiamento di stagione, con l’arrivo di temperature più basse, blocchi la diffusione dell’insetto vettore della malattia.
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