Bolotana, rifondata la società di calcio
Grazie alla tenacia di un gruppo di giovani il paese potrà tornare a competere sui campi regionali
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BOLOTANA. Solo qualche mese fa sembrava un’impresa difficile se non impossibile da realizzare. Invece, grazie alla tenacia e all’impegno di un gruppo di giovani, il sogno è diventato realtà. La sfida, che riguardava la ricostruzione del calcio bolotanese andato in frantumi dopo cinquant’anni di onorata milizia nei campionati regionali, è stata vinta.
E anche in tempi molto brevi. Sì perché, la squadra, che fino a tre mesi fa non esisteva, è stata iscritta al prossimo campionato regionale di seconda categoria dove giocherà nel girone G.
Il tutto a tempo di record. I nuovi dirigenti e la rosa dei giocatori verranno presentati oggi, sabato 23 settembre 2017, nel corso di un incontro pubblico che si terrà nell’aula consiliare con inizio alle 18.30. La missione sociale e sportiva per ridare vita alla Bolotanese calcio è partita lo scorso mese di maggio con un’assemblea pubblica che ha coinvolto più di un centinaio di persone, tutte pronte a mettersi in gioco per ricostruire il sodalizio giallorosso cancellato dai ruoli regionali del calcio. Una volta avviato il tesseramento è stata rifondata la società, dando vita al nuovo statuto e al nuovo direttivo che risulta composto da Paolo Rubatta (presidente), Leonardo Zolo (vice presidente), Giovanna Pedde (segretaria), Riccardo Latte (cassiere), Matteo Latte, Roberto Cocco, Carlo Deidda, Fabio Farris e Stefano Zolo (consiglieri). Il resto, compresa la sistemazione del campo di calcio ridotto a un campo di patate per il lungo abbandono, l’ha fatto l’entusiasmo e la buona volontà dei volontari.
Molti i giocatori che hanno risposto all’appello della società. La rosa è composta da una trentina di giocatori, alcuni dei quali giovanissimi, tutti agli ordini dell’allenatore nuorese Pietro Bua, ex giocatore della Bolotanese, che ha accettato di guidare questo progetto che punta a ridare al calcio bolotanese il ruolo che le compete nei campionati dilettantistici regionali.
La squadra, fondata nel 1963 da un gruppo di tifosi guidato dall'indimenticato presidente, Palmerio Delitala, a cui è dedicato il campo di calcio, è stata in passato una delle migliori realtà del Marghine e non solo. Tra il 1981 e il 1983 partecipò anche a due campionati di promozione regionale dove militavano allora compagini blasonate quali il Porto Torres, il Bosa, il Fertilia, il Macomer, la San Marco di Cabras e la gloriosa Attilia di Nuoro. Da queste parti sono passati fior di allenatori e atleti che hanno poi militato in squadre di livello superiore. Poi un’altalena di sofferenze e speranze fino al lento e inesorabile declino che ha portato alla cancellazione della società. Ora si riparte da zero con la consapevolezza che, al di là del calcio, è stata vinta una sfida sociale contro il disinteresse e l’apatia. (f.s.)
E anche in tempi molto brevi. Sì perché, la squadra, che fino a tre mesi fa non esisteva, è stata iscritta al prossimo campionato regionale di seconda categoria dove giocherà nel girone G.
Il tutto a tempo di record. I nuovi dirigenti e la rosa dei giocatori verranno presentati oggi, sabato 23 settembre 2017, nel corso di un incontro pubblico che si terrà nell’aula consiliare con inizio alle 18.30. La missione sociale e sportiva per ridare vita alla Bolotanese calcio è partita lo scorso mese di maggio con un’assemblea pubblica che ha coinvolto più di un centinaio di persone, tutte pronte a mettersi in gioco per ricostruire il sodalizio giallorosso cancellato dai ruoli regionali del calcio. Una volta avviato il tesseramento è stata rifondata la società, dando vita al nuovo statuto e al nuovo direttivo che risulta composto da Paolo Rubatta (presidente), Leonardo Zolo (vice presidente), Giovanna Pedde (segretaria), Riccardo Latte (cassiere), Matteo Latte, Roberto Cocco, Carlo Deidda, Fabio Farris e Stefano Zolo (consiglieri). Il resto, compresa la sistemazione del campo di calcio ridotto a un campo di patate per il lungo abbandono, l’ha fatto l’entusiasmo e la buona volontà dei volontari.
Molti i giocatori che hanno risposto all’appello della società. La rosa è composta da una trentina di giocatori, alcuni dei quali giovanissimi, tutti agli ordini dell’allenatore nuorese Pietro Bua, ex giocatore della Bolotanese, che ha accettato di guidare questo progetto che punta a ridare al calcio bolotanese il ruolo che le compete nei campionati dilettantistici regionali.
La squadra, fondata nel 1963 da un gruppo di tifosi guidato dall'indimenticato presidente, Palmerio Delitala, a cui è dedicato il campo di calcio, è stata in passato una delle migliori realtà del Marghine e non solo. Tra il 1981 e il 1983 partecipò anche a due campionati di promozione regionale dove militavano allora compagini blasonate quali il Porto Torres, il Bosa, il Fertilia, il Macomer, la San Marco di Cabras e la gloriosa Attilia di Nuoro. Da queste parti sono passati fior di allenatori e atleti che hanno poi militato in squadre di livello superiore. Poi un’altalena di sofferenze e speranze fino al lento e inesorabile declino che ha portato alla cancellazione della società. Ora si riparte da zero con la consapevolezza che, al di là del calcio, è stata vinta una sfida sociale contro il disinteresse e l’apatia. (f.s.)
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