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Nuoro

Posada, finanziata la cittadella scolastica ma senza insegnanti

di Sergio Secci
Posada, finanziata la cittadella scolastica ma senza insegnanti

Il sindaco solidale con la protesta di famiglie e docenti «Assurdo che il provveditorato non garantisca le classi»

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POSADA. Fra i tre comuni che compongono l’istituto comprensivo scolastico, Posada e l’unico comune in crescita e quello che conta più alunni e classi nella scuola primaria, eppure anche quest’anno, lamenta pesanti penalizzazioni da parte del provveditorato agli studi di Cagliari. È una guerra di cifre quella nell’istituto che raggruppa gli scolari di Torpè, Lodè e Posada, tutto ruota infatti al numero di insegnati a disposizione. Se a Lodè il problema, come ha segnalato l’altro ieri il sindaco Graziano Spanu, è legato all’istituzione di due pluriclassi e quindi alla carenza di una maestra, a Posada oltre alle insegnanti che consentirebbero di effettuare correttamente il ciclo di lezioni, mancano ulteriori risorse e pur essendo ormai a fine settembre, non sono stati ancora nominati gli insegnati di sostegno. «Non riesce a ottenere lo sdoppiamento delle quinte con una soluzione che vada oltre potenziamento avuto negli anni scorsi, e non c’è neppure chi – dicono all’interno della scuola – dovrebbe occuparsi far svolgere altri compiti a quei bambini che non usufruiscono dell’insegnamento della religione cattolica. La coperta è sempre troppo corta e se si deve tener conto delle rivendicazioni di Lodè dove ci sono 4 classi, gli stessi problemi si riscontrano a Torpè (5 classi) e soprattutto a Posada dove l’incremento demografico degli anni scorsi, ha portato ad un maggior numero di iscrizioni e alla costituzione di nove classi.

«Pretendiamo che il provveditorato regionale rivolga la stessa attenzione che la giunta regionale ha mostrato nei nostri confronti – dice il sindaco Roberto Tola – È incomprensibile come da una parte la Regione finanzi con 4.5 milioni di euro la costruzione del nuovo polo scolastico dell’istruzione nell’ambito del progetto Iscol@ per un paese in costante crescita e dall’altra il Provveditorato non garantisca classi con insegnanti ed assistenti adeguati. Se a breve non riceveremo risposte convincenti ci attiveremo anche in altre sedi, affinché le nostre ragioni siano riconosciute – continua il Tola che assieme all’assessore alla pubblica istruzione Marco Ventroni, nei giorni scorsi ha inviato una nota di protesta al direttore regionale scolastico Francesco Feliziani. Malgrado le pressanti richieste di genitori, maestre e del nuovo preside Vincenzo di Giacomo, il provveditorato regionale non si è ancora pronunciato sullo sdoppiamento delle quinte e si ha il timore che anche quest’anno, si vada avanti con il solo potenziamento. Il sindaco si è fatto interprete facendo presente che per le otto classi di Posada (nove se ci saranno le due quinte), ci sono solo 10 insegnati di ruolo. Anche i rappresentanti di classe si stanno mobilitando per indire una riunione con i genitori e decidere il da farsi. Sul tavolo c’è anche il problema legato ai rientri che si vorrebbero abolire allungando le lezioni al sabato. Una decisione che cozzerebbe contro la volontà di tanti genitori e degli insegnanti: «Da sempre al pomeriggio si svolgono attività e laboratori didattici – dicono i rappresentanti sindacali – insegnamenti e progetti legati alla nostra identità culturale che vengono svolti proprio nell’orario di rientro dando modo poi ai bambini di avere il sabato libero».

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