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Rete in fibra ottica: un flop il progetto non decolla

Rete in fibra ottica: un flop il progetto non decolla

Era stato finanziato con 6 milioni all’interno del piano di rilancio del Nuorese La palla passa al Governo. Confindustria: «Così si accumulano ulteriori ritardi»

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NUORO. È passato più di un anno da quando la Regione ha dato la sua approvazione al piano proposto dalla Confindustria nuorese per cablare le aree industriali delle zone interne e trasportarle così nell’era digitale. Eppure, a distanza di mesi dall’annuncio davanti alla stampa, quel progetto si sta scontrando con qualche difficoltà di troppo. «Il piano della rete in fibra ottica è stato inserito nel Piano di rilancio di Nuorese e ha ottenuto il punteggio massimo tra tutti i progetti presentati, al punto che sarebbe dovuta essere una delle prime opere a essere finanziate e realizzate. Invece è tutto fermo, a causa di un groviglio burocratico», dice amaro Roberto Bornioli, presidente della Confindustria nuorese. Eppure la banda larga dovrebbe essere una priorità per un territorio che vuole riscattarsi. «Come si può parlare di e-commerce, export, digitalizzazione, e Industria 4.0 quando si è costretti a operare con connessioni lente, scadenti e non affidabili? Il nostro territorio sta pagando un prezzo altissimo per i divari infrastrutturali – continua Bornioli – è fondamentale che, almeno sulla banda larga, ci sia il massimo impegno del Governo e della Regione affinché nel Nuorese non si accumulino altri gravissimi ritardi. Ho già scritto all’assessore agli Affari generali Filippo Spanu, che ha seguito fin dall’inizio l’iter del Piano di rilancio del Nuorese, per chiedergli garanzie e certezze sulle modalità e, soprattutto, sui tempi di realizzazione della banda larga nelle aree industriali. Oggi le nostre aziende si connettono a una velocità anacronistica, è assurdo».

Ma cosa ha messo i bastoni tra le ruote al progetto della rete ottica? Il progetto per cablare il Nuorese e lanciarlo così nel futuro era alla base del Piano di rilancio del Nuorese, un progetto nato dall’intesa istituzionale tra Regione, Comuni e Confindustria per far uscire dalla stagnazione economica il territorio. Qualsiasi velleità di rilancio economico da lì deve partire: è inutile fare industria se poi non hai accesso alla rete veloce, se non puoi connetterti col resto del mondo a velocità degne di un paese civile. «Qui sembra di stare in un paese sottosviluppato – hanno denunciato più volte gli imprenditori del Nuorese – non riusciamo neanche a inviare una mail». E così Confindustria si è fatta portavoce delle richieste delle imprese e, al tavolo con la Regione, ha fatto la sua richiesta: bisogna cablare il territorio e subito. Ma, appena un mese, la doccia fredda. «L’assessore Filippo Spanu ci ha comunicato che il cablaggio in rete ottica delle aree industriali di Pratosardo, Siniscola, Tossilo, Orosei e Sologo, finanziato con 6 milioni di euro nel piano del Nuorese, è stato stralciato dagli interventi della programmazione territoriale ed è stato inserito all’interno del Piano regionale per la banda ultra-larga. Un cambiamento che comporterà, inevitabilmente, altri ritardi. Sono molto preoccupato – confida Roberto Bornioli – Mi auguro che la Regione si renda conto che la rete in fibra ottica, per il Nuorese, è un progetto di vitale importanza e che dia concretezza alle promesse: dare alle aziende una connessione di almeno 30 megabit al secondo. Non si può rinviare ancora».

Sembrava ormai arrivato il momento della svolta e invece bisognerà attendere ancora: il Governo ha affidato alla società pubblica Infratel tutte le procedure per la fibra ottica in Italia, compreso il Nuorese. Ma ancora non si sa quando partiranno i lavori. (g.z.)



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