La Nuova Sardegna

Nuoro

Rapina e omicidi: dal gup a novembre otto ogliastrini

di Giusy Ferreli

Approda in aula la vicenda nata dal colpo a Capo Bellavista Tra le accuse c’è anche la morte dei coniugi Ferrai

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LANUSEI. La drammatica vicenda della rapina di Capo Bellavista, intrecciata a doppio filo a cinque sanguinosi omicidi e ad altri due tentativi andati a vuoto, arriva in aula. L'udienza di fronte al giudice per le udienze preliminari di Cagliari, che deciderà le sorti di otto persone coinvolti a vario titolo in una delle stagioni più sanguinose dell'Ogliastra, è fissata per il prossimo 24 novembre.

Gli otto ogliastrini sono stati indagati, a vario titolo, dalla Direzione distrettuale antimafia per la rapina compiuta il 21 settembre 2004 nell'armeria della base militare di Capo Bellavista di Arbatax, dove vennero portati via 13 fucili mitragliatori e per la scomparsa di Marco Ferrai giovane di Tortolì che non venne mai ritrovato. A queste pesantissimi accuse si aggiungono quelle per gli omicidi dei coniugi Nino Ferrai e Mariangela Bangoni, genitori di Marco Ferrai, avvenuti a Tortolì il 3 dicembre 2004 ed ancora per il delitto di Angelo Tangianu il 26 dicembre 2000 ad Arzana e per i tentati omicidi dei coniugi Luigi Lobina e Francesca Longobucco del 6 febbraio 2006 a Tertenia. Il Gup Giuseppe Massidda dovrà decidere se rinviare a giudizio quattro pregiudicati di Arzana: Cesare Balzano, di 48 anni difeso dall'avvocato Pasquale Ramazzotti: Angelo Balzano, di 52, difeso dai legali Mario Solanas e Pasquale Ramazzotti; Luigi Piras, di 45, avvocato Paolo Pilia tutti e tre operatori ecologici, e Giangiuseppe Ferrai, di 39, disoccupato difeso da Stefano Piras, Ci sono poi Andrea Agus, di 48, operaio di Lanusei tutelato da Sergio Pittau; Salvatore Mereu, di 54, operaio forestale di Tortolì difeso da Bruno Pilia; Paolo Mulas, allevatore di 52, e Armando Mameli, imprenditore di 59, entrambi di Tertenia difesi rispettivamente da Mario Canessa e Marcello Caddori.

La svolta nelle indagini su alcuni dei fatti criminali più eclatanti degli ultimi anni, risale alla primavera scorsa quando il pm Danilo Tronci in seguito agli accertamenti del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Nuoro, ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a dieci persone. L'inchiesta sui fatti criminali compiuti agli inizi degli anni 2000 è stata incentrata, in una prima fase, sulla rapina nella base militare di Capo Bellavista del 2004 quando due banditi, dopo aver puntato le pistole contro un caporal maggiore dell'Esercito, l'unico di guardia alla struttura, si impossessarono delle armi.

Le indagini hanno portato gli investigatori ad ipotizzare che Cesare Balzano e Luigi Piras siano i responsabili del duplice assassinio dei coniugi Ferrai. Nella tarda mattinata del giorno seguente la rapina di Bellavista, i genitori di Marco Ferrai si recarono dai carabinieri di Tortolì per denunciare la scomparsa del figlio.

Il padre, Nino, raccontò che il figlio si era allontanato da casa nel pomeriggio del 21 settembre assieme al Cesare Balzano. In più circostanze i due genitori puntarono l'indice proprio su Balzano ritenendolo responsabile della scomparsa del figlio. Nella trasmissione "Chi l'ha visto" del 18 ottobre 2004, Ferrai disse: «L'hanno preso in tranello e lo hanno ammazzato». Dopo quelle dichiarazioni subì un attentato. Venne poi ucciso, assieme alla moglie, Mariangela, il 3 dicembre 2004 in un podere a due passi dall'aeroporto di Tortolì.

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