Lingua blu, un nuovo caso nelle campagne di Oliena
di Nino Muggianu
Il sindaco ha emanato un’ordinanza per evitare il diffondersi della malattia Il morbo era scomparso da anni in Barbagia dopo la campagna di vaccinazioni
2 MINUTI DI LETTURA
OLIENA. L’ombra della lingua blu ritorna in Barbagia e fa paura agli allevatori. Nei giorni scorsi è stato segnalato un caso sospetto in un allevamento nelle campagne di Oliena. Il morbo della febbre catarrale potrebbe aver colpito decine di capi.
La segnalazione del servizio veterinario dell’azienda sanitaria di Nuoro risale a qualche giorno fa. Era da tempo che in Barbagia non si parlava più della blue tongue, soprattutto in seguito alle vaccinazioni fatte a tappeto negli ultimi anni. Ma la malattia sembra pronta a riesplodere. I primi casi si sono verificati in Ogliastra nelle scorse settimane. Adesso la segnalazione della malattia nell’allevamento ovino in località S’Ena Manna, nelle campagne di Oliena.
In seguito alla segnalazione dei sanitari è scattata l’ordinanza firmata dal sindaco Martino Salis, così come previsto dal regolamento di polizia veterinaria in questi casi. In particolare il sindaco ha l’obbligo di adottare tutti i provvedimenti idonei ad impedire la diffusione della epidemia.
Intanto è scattato il sequestro cautelativo sanitario dell’allevamento. In questi casi le disposizioni sanitarie prevedono «il censimento ufficiale degli animali, con l’indicazione, per ciascuna specie, del numero degli animali già morti, infetti o suscettibili di esserlo fino all’aggiornamento settimanale del censimento, tenuto conto degli animali nati o morti nel periodo di sospetto». Le regole impongono anche il censimento dei luoghi che possono favorire la sopravvivenza del vettore o che possono contenerlo e, in particolare, dei siti più adatti alla sua riproduzione. Nel frattempo è stata anche attivata un’indagine epidemiologica, in collaborazione col proprietario dell’allevamento che non potrà spostare dall’azienda gli animali senza l’autorizzazione del veterinario ufficiale.
Ci sono poi tutta una serie di restrizioni e obblighi a carico del proprietario dell’allevamento, che dovrà trattare gli animali per evitare il diffondersi del contagio della malattia e prendersi cura anche dei fabbricati, con sostanze insetticida autorizzate. Sarà poi l’autorità sanitaria a controllare periodicamente il rispetto delle prescrizioni.
Le infrazioni all’ordinanza del sindaco saranno punite con una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di mille e 500 euro a un massimo di 9mila. Inoltre, nel caso di diffusione di malattie infettive, il trasgressore può anche andare incontro a sanzioni penali.
La segnalazione del servizio veterinario dell’azienda sanitaria di Nuoro risale a qualche giorno fa. Era da tempo che in Barbagia non si parlava più della blue tongue, soprattutto in seguito alle vaccinazioni fatte a tappeto negli ultimi anni. Ma la malattia sembra pronta a riesplodere. I primi casi si sono verificati in Ogliastra nelle scorse settimane. Adesso la segnalazione della malattia nell’allevamento ovino in località S’Ena Manna, nelle campagne di Oliena.
In seguito alla segnalazione dei sanitari è scattata l’ordinanza firmata dal sindaco Martino Salis, così come previsto dal regolamento di polizia veterinaria in questi casi. In particolare il sindaco ha l’obbligo di adottare tutti i provvedimenti idonei ad impedire la diffusione della epidemia.
Intanto è scattato il sequestro cautelativo sanitario dell’allevamento. In questi casi le disposizioni sanitarie prevedono «il censimento ufficiale degli animali, con l’indicazione, per ciascuna specie, del numero degli animali già morti, infetti o suscettibili di esserlo fino all’aggiornamento settimanale del censimento, tenuto conto degli animali nati o morti nel periodo di sospetto». Le regole impongono anche il censimento dei luoghi che possono favorire la sopravvivenza del vettore o che possono contenerlo e, in particolare, dei siti più adatti alla sua riproduzione. Nel frattempo è stata anche attivata un’indagine epidemiologica, in collaborazione col proprietario dell’allevamento che non potrà spostare dall’azienda gli animali senza l’autorizzazione del veterinario ufficiale.
Ci sono poi tutta una serie di restrizioni e obblighi a carico del proprietario dell’allevamento, che dovrà trattare gli animali per evitare il diffondersi del contagio della malattia e prendersi cura anche dei fabbricati, con sostanze insetticida autorizzate. Sarà poi l’autorità sanitaria a controllare periodicamente il rispetto delle prescrizioni.
Le infrazioni all’ordinanza del sindaco saranno punite con una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di mille e 500 euro a un massimo di 9mila. Inoltre, nel caso di diffusione di malattie infettive, il trasgressore può anche andare incontro a sanzioni penali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
