La Nuova Sardegna

Nuoro

Siniscola, un arresto per il racket delle granite

di Kety Sanna
Siniscola, un arresto per il racket delle granite

L’imprenditore Giovanni Maria Carta accusato di estorsione e danneggiamento ai danni della ditta “Sea and Sun”

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NUORO. Un giro di estorsioni, un vero e proprio racket del pizzo per intimorire e continuare a controllare il territorio. Ieri la squadra mobile della questura di Nuoro e i colleghi del commissariato di polizia di Siniscola, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari, richiesta dal sostituto procuratore Andrea Ghironi ed emessa dal gip del tribunale, nei confronti di Giovanni Maria Carta, imprenditore 42enne di Siniscola accusato di estorsione e danneggiamento seguito da incendio.

L’uomo era già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona e il patrimonio. Indagati a piede libero anche il fratello G.C. e un suo dipendente L.D., rispettivamente di 35 e 36 anni. Stando all’accusa Carta dalle minacce era passato ai fatti per allontanare dal litorale di Berchida, dove durante l’estate gestisce un chiosco sulla spiaggia, la “concorrenza” della ditta “Sea and Sun snc” che invece si occupa della vendita di granite per i bagnanti di tutta la costa.

La storia La vicenda nasce a seguito di alcuni attentati incendiari, verificatisi tra il 19 ed il 29 luglio del 2016, proprio ai danni della “Sea and Sun” con sede a Monserrato che, con regolare licenza da parte del comune baroniese, riforniva la spiaggia del dolce gustoso e dissetante, particolarmente apprezzato nelle torride giornate di agosto.

Il titolare e i dipendenti della ditta che ogni giorno macinavano chilometri spingendo carretti colorati per la vendita itinerante dei loro prodotti, sarebbero stati oggetto di continue vessazioni e minacce da parte del personale dell’unico chiosco-bar operante nella spiaggia di Berchida che pretendeva l’esclusività economica della zona.

Da qui, stando agli inquirenti, i tre attentati intimidatori, due dei quali incendiari, avvenuti in sequenza, durante le ore notturne del 19, del 23 e del 29 luglio del 2016 ai danni dell’azienda cagliaritana. In quelle occasioni vennero completamente distrutti tre furgoni della “Sea and Sun”. Non solo: per evitare ulteriori pressioni e soprattutto continuare a lavorare durante il periodo estivo, il titolare della ditta di Monserrato avrebbe iniziato a pagare, a scadenze prefissate, varie somme di denaro agli estorsori. «Determinante per il buon esito delle indagini – ha detto il capo della squadra mobile di Nuoro, Paolo Guiso – il contributo della polizia stradale di Siniscola che, dopo l’attentato del 29 luglio del 2016, ha fermato per l’identificazione alcuni dipendenti della ditta di Siniscola nell’atto di allontanarsi frettolosamente dal luogo dell’incendio. Circostanza – ha aggiunto il dirigente della questura nuorese – che insieme ad altre attività di indagine, ha consentito agli operanti di dimostrare il loro coinvolgimento nella vicenda».

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