La Nuova Sardegna

Nuoro

«Risanare Testimonzos? Si può: è l’ultima chance»

di Paolo Merlini
«Risanare Testimonzos? Si può: è l’ultima chance»

Il responsabile dell’Urbanistica interviene dopo le polemiche contro il Comune «L’acquisizione delle aree un atto dovuto, ora tocca al consorzio dei proprietari»

4 MINUTI DI LETTURA





NUORO. In questi giorni 93 proprietari di case a Testimonzos, il quartiere sorto abusivamente oltre Badu ’e carros, stanno ricevendo un’ordinanza di acquisizione al patrimonio del Comune dei propri terreni e, conseguentemente, di ciò che lì è stato realizzato senza alcuna autorizzazione, appunto le abitazioni. Esiste una possibilità di soluzione per un problema pubblico e privato che si trascina da decenni? Ne parla in questa intervista l’assessore comunale all’Ambiente e all’Urbanistica Giuliano Sanna.

Qual è la situazione?

«Un centinaio di cittadini sta ricevendo l’ordinanza relativa a un vecchio procedimento, avviato nel 2005, cioè dodici anni fa».

Perché ha avuto un iter così lungo?

«Perché nel frattempo la procura della Repubblica ha sequestrato per dieci anni i fascicoli e dunque non si poteva procedere. Alla loro restituzione, circa un anno fa, il procedimento è andato avanti, altrimenti ci saremmo trovati di fronte al reato di omissione di atti d’ufficio».

Cosa comporta tale esproprio?

«Nell’immediato nulla, perché i proprietari mantengono il diritto al possesso. Chiariamo che non è un esproprio, ma una trascrizione al patrimonio disponibile del Comune. Ciò significa che nell’ipotesi di un piano di risanamento condiviso con i proprietari il Comune potrà attuare particolari meccanismi di restituzione. Non abbiamo alcun interesse a tenerci questi terreni, stiano pur tranquilli i cittadini interessati. Ricordo che a fronte dell’attuale ordinanza, ce ne sono altre duecento andate a buon fine in passato, con lotti già trasferiti al Comune, addirittura precedentemente all’approvazione del Piano urbanistico comunale (Puc) nel 2005. Lo stesso presidente del consorzio che raggruppa i proprietari si trova in questa situazione».

Proprio il Puc ha introdotto una via d’uscita alternativa alla demolizione. Può spiegarla?

«Il Puc, approvato nel marzo 2005, la individua nelle norme di attuazione, dove stabilisce quello che si chiama un intervento coordinato».

Una sorta di piano riqualificazione o di risanamento?

«In un certo senso. L’articolo 43 delle norme di attuazione, alla voce intervento coordinato, stabilisce che deve essere attuato da un consorzio di privati che deve essere costituito da almeno il 75 per cento dell’intera proprietà terriera».

Parliamo del consorzio Sa Cuncordia. Qual è al momento la percentuale di adesioni?

«Credo attorno al 35-40 per cento delle aree. Una volta raggiunto il 75, il consorzio poi presenterà un piano di riqualificazione. Ha tempo cinque anni dall’approvazione del Puc, quindi ne restano altri tre».

Quanto è vasto il quartiere di Testimonzos?

«Si parla di circa 250 ettari edificati abusivamente. Ma l’intervento coordinato riguarda una superficie ben più vasta: 533 ettari».

Nell’ultima riunione convocata in Comune all’indomani della notizia delle ordinanze ci sono stati toni molto accesi con i lottisti. La giunta è finita sotto accusa.

«Credo di aver già spiegato che si tratta di un atto dovuto da parte del Comune, ma occorre separarlo per bene dal cammino del piano di riqualificazione che stiamo portando avanti insieme al consorzio Sa Cuncordia. Che ha un solo obiettivo: riportare la situazione alla legalità. Quanto alle presunte responsabilità di questa giunta, faccio notare, come ho detto in consiglio comunale, che all’epoca dell’acquisto dei lotti l’amministrazione di cui faccio parte aveva un’età media di otto anni».

Ma il provvedimento di acquisizione al patrimonio pubblico viene fortemente contestato.

«La legge introduce questa possibilità a partire dal 1985, perché sino ad allora i comuni non erano parte in causa negli abusi edilizi, e spesso facevano finta di niente. Ricordiamoci che proprio a Nuoro interi quartieri sono nati in questo modo: Monte Jaca, Sae Sulis, Pred’ Istrada. Poi ciascun cittadino è libero di far valere i propri diritti, ma ritengo che la strada sia segnata. E vincere o perdere al Tar non sposta di un millimetro i termini della vicenda: ai lottisti non resta che aderire al consorzio se vogliono rientrare nella legalità».

È vero che anche un assessore comunale risiede a Testimonzos? Non ci sarebbe nulla di strano, visto che il problema riguarda almeno un migliaio di cittadini.

«Non ho elementi per dirlo».

Che idea si è fatto di Testimonzos? È opinione diffusa che il quartiere sia nato a suo tempo con il beneplacito di chi allora sedeva in consiglio. È stata una speculazione in grande stile o cos’altro?

«Posso solo dire che in Comune non c’è alcun documento dell’epoca. Credo che Testimonzos sia frutto di un comportamento diffuso specialmente allora in Italia, secondo cui tutto si può sempre aggiustare. Del resto si ipotizzava uno sviluppo di Nuoro che poi non c’è stato. Lo stesso piano regolatore disegnato da Portoghesi ipotizzava una popolazione di 60mila persone. Solo oggi possiamo dire che erano previsioni sbagliate».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative