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Nuoro

Sanità, sciopero della fame per salvare l’ospedale

di Giusy Ferreli
Sanità, sciopero della fame per salvare l’ospedale

Protesta della presidente dall’associazione di pubblica assistenza di Urzulei Secci è anche pronta a restituire la scheda elettorale agli uffici comunali

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URZULEI. ll primo livello per l’ospedale di Lanusei val bene uno sciopero della fame. È quanto deve aver pensato la presidente dall’associazione di pubblica assistenza di Urzulei. Giorgina Secci, che già in passato aveva inscenato questa drammatica forma di protesta per ottenere la guardia medica nel suo paese ha deciso di riprendere la mobilitazione: questa volta nel mirino c’è la Riforma delle rete ospedaliera regionale. Da ieri, vigilia della discussione degli emendamenti sulla legge di riordino, la volontaria è a digiuno. La donna, inoltre restituirà la scheda elettorale agli uffici comunali. Una decisione altrettanto drastica in attesa del voto che verrà presto espresso a Cagliari dall’assemblea regionale.

«Visto che il mio voto non serve non posso fare altro che dare indietro la scheda» sono le parole di Giorgina che già ad aprile dello scorso anno aveva messo in atto lo sciopero della fame per diversi giorni ed anche in questo frangente è sostenuta dal comitato civico Giù le mani dall’Ogliastra. Gli attivisti anti Riforma si scagliano contro la bozza di legge licenziata in via definitiva dalla commissione sanità e da oggi al vaglio del Consiglio regionale per il voto definitivo. In particolare contestano il fatto che il Nostra signora della Mercede sia stato classificato come «nodo della rete ospedaliera con funzioni Dea di primo livello».

«Questa, – incalza Adriano Micheli del comitato – è l’etichetta che a tutt’oggi verrà affibbiata al nostro presidio ospedaliero.l’Ogliastra è l’unico territorio che non ha ottenuto una qualche modifica in meglio». Le richieste vanno in un unico senso: «Come minimo deva sparire la dicitura “con funzioni”. Vogliamo che diventi un ospedale di primo livello e di conseguenza un Dea di primo livello».

Ma oltre alla questione che riguarda il Nostra signora della Mercede viene fuori un altro problematica che riguarda la sanità territoriale.Con una delibera di giunta regionale vengono istituiti i distretti sanitari territoriali di macroarea. L’Ogliastra è ricompresa con Oristano e Nuoro. E secondo il comitato non conterrà nulla sia in termini di assegnazione, di budget che di controllo. Per Micheli si profila un’altra battaglia.

«A pagare il prezzo più alto di questa riorganizzazione saranno gli ogliastrini». Intanto anche i sindaci sono pronti a scendere a Cagliari per rivendicare le istanze del territorio che teme i tagli ai servizi essenziali. Una seduta della conferenza sociosanitaria ogliastrina guidata dal sindaco di Jerzu Roberto Congiu verrà convocata di fronte al palazzo del Consiglio regionale all’atto della discussione finale sulla legge di riforma.

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