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Nuoro

I lottisti abusivi: torneremo nella legalità

di Paolo Merlini
I lottisti abusivi: torneremo nella legalità

Parla Giovanni Murru, presidente del consorzio Sa Cuncordia che raggruppa i proprietari di terreni e case della zona

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NUORO. «Chiediamo alla classe politica di agire responsabilmente in questa fase molto delicata del percorso di Testimonzos verso la legalità, evitando polemiche e strumentalizzazioni. La soluzione della nostra vicenda dopo decenni sta per avviarsi verso una soluzione, e serve l’unità di tutti». È l’appello di Giovanni Murru e Salvatore Savelli, presidente e vice presidente del Consorzio Sa Cuncordia, che raggruppa i proprietari di lotti e case abusive alle porte della città.

Presidente Murru, a che punto è il cammino del consorzio?

«Premetto che il consorzio è in via di costituzione, anche se hanno aderito già i proprietari del 35-40 per cento dei terreni interessati. Stiamo lavorando da tempo, comunque, con l’aiuto di un ingegnere, un architetto e di un legale».

Le norme di attuazione del piano urbanistico comunale alle voce Testimonzos dicono che per proporre il piano di risanamento dovrete raggiungere il 75 per cento delle aree. Ce la farete?

«Il nostro obiettivo è arrivare al cento per cento delle persone che qui risiedono. Sono ottimista, stiamo lavorando con cura e dedizione a un problema che presenta varie sfaccettature. È una situazione complessa con aspetti diversi tra loro, ma unita da quella che a nostro avviso è la soluzione per tutti, cioè l’adesione al consorzio».

Qual è il rapporto con il Comune, c’è un confronto?

«Abbiamo trovato la massima disponibilità. Con la giunta è cominciato due anni e mezzo fa, all’indomani del suo insediamento. Lo stesso è accaduto con l’ufficio tecnico, con cui abbiamo avuto numerosi incontri. Ci sono alcuni aspetti da chiarire, situazioni che a nostro avviso nel Puc non sono eque, ma stiamo lavorando per una soluzione condivisa. L’obiettivo del consorzio è riportare tutti alla legalità, chi ha costruito e chi non l’ha fatto».

Vuol dire che i proprietari di lotti che non hanno costruito avranno la possibilità di edificare?

«Certo. L’adesione al consorzio serve anche a questo. Ovviamente bisognerà anche in questo caso accollarsi la quota degli oneri di urbanizzazione, come è normale in un insediamento che parte da una proposta privata. È accaduto a Città Giardino e a Città Nuova, per fare un esempio».

In questi giorni il caso Testimonzos è tornato a far parlare di sé dopo le ordinanze di acquisizione al patrimonio disponibile del Comune, causando una comprensibile agitazioni tra i 93 lottisti che hanno ricevuto il provvedimento.

«Voglio rassicurarli, perché io stesso sono in questa situazione dal 1993, in base a una specifica richiesta della procura della Repubblica, come prevede la legge. Era il primo caso, poi ne sono seguite altri, sino all’ordinanza attuale: sono procedimenti diversi ma che insistono tutti sulla stessa area oggi interessata dal Puc. Si parla in genere di Testimonzos ma sono interessate anche le aree di Corte e Murichessa. Non conosco nello specifico il caso odierno, ma posso affermare che come nel mio caso i proprietari mantengono il pieno possesso delle case. Anche noi all’epoca ci opponemmo, arrivammo persino in Cassazione, ma perdemmo la causa. Per questo dico che non c’è altra strada da percorre che non sia l’adesione al consorzio. Nel quale fra l’altro potrebbero rientrare anche alcune abitazioni interessate da tempo di ordinanze di demolizione».

Quanti sono i lottisti nella vostra situazione e quanti i residenti interessati?

«I lottisti sono almeno 600, e in queste aree risiedono almeno 150 famiglie. Paghiamo le tasse anche se non abbiamo determinati servizi. Per capire di che numeri parliamo, nel 1996, alle elezioni regionali, furono restituite per protesta 1500 schede elettorali».

Quando ha acquistato il terreno dove ha costruito la sua abitazione era consapevole che fosse una lottizzazione abusiva?

«Guardi, posso dirle che quando ho acquistato il mio terreno, nel 1988, sono andato all’ufficio tecnico del Comune per capire meglio. Ricordo la cartografia esposta in bella mostra. “Questo è il tuo lotto”, mi fu detto. Il mio atto di compravendita fu registrato da un notaio. Noi abbiamo sbagliato, ma all’origine ci fu un buon grado di approssimazione da parte della classe politica».

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