Allaccio abusivo alla rete idrica: denunciato 56enne di Aritzo
La Guardia di finanza ha colto in flagranza un imprenditore del paese che prelevava acqua Attraverso un ingegnoso sistema di tubature riforniva quattro cisterne per un totale di 30mila litri
2 MINUTI DI LETTURA
ARITZO. Quella che doveva essere una semplice attività di controllo ha portato alla luce un meccanismo per sottrarre acqua alla condotta e così rifornire un agriturismo. Che, per così dire, ha portato alla denuncia di un uomo beccato con “le mani nell’acqua”.
È di ieri la notizia della denuncia di un imprenditore di Aritzo, colto in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza di Nuoro mentre riforniva illecitamente la sua struttura d’acqua con un complesso meccanismo di approvvigionamento. Il tutto, secondo quanto avrebbero accertato i militari, a spese della comunità. L’operazione è scattata qualche giorno fa, nell'ambito di attività legate a controlli sul territorio. I militari si sono presentati nella struttura, situata nelle compagne del paese barbaricino, per operare delle verifiche.
Ma al momento del loro arrivo hanno sorpreso l’uomo, Antonio Manca di 56 anni, che applicava un allaccio sospetto alla rete idrica. Di qui la verifica e la scoperta di una botola interrata e di un ingegnoso sistema di tubature, gli permetteva di rifornire quattro cisterne per un totale di oltre 30mila litri. All’esito dell’operazione, il responsabile è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Oristano per il reato di furto aggravato d’acqua. Secondo quanto riferito dalle Fiamme gialle nuoresi, le indagini hanno permesso di appurare che con l’acqua sottratta illegittimamente non soltanto veniva alimentata la struttura ma venivano irrigati anche diversi ettari di terreno.
Ora i finanzieri, cercano di capire l’entità del danno. Tramite attività tecnica, verranno effettuati degli accertamenti per quantificare quanti metri cubi sono stati sottratti. Altro oggetto di accertamento sarà anche quello di comprendere l’entità dell’illecito svantaggio. In un periodo storico connotato da siccità e restrizioni alla distribuzione del bene “acqua”, gli abusivi, stanno determinando un danno per la collettività perché si traduce anche in una diminuzione delle risorse economiche da destinare alla manutenzione di impianti e condotte. Con comprensibili disagi per le collettività. Oltre questo, la Guardia di Finanza ha sottolineato come queste condotte «costituiscono un grave danno al mercato concorrenziale in quanto ciò permette alle aziende sleali di diminuire i costi d’esercizio ed offrire prezzi più vantaggiosi». Ora l’informativa finirà sul tavolo della procura di Oristano, competente per territorio.
Al procuratore Enzo Domenico Basso le determinazioni sul caso; oltre l’accusa di furto aggravato, potrebbero esserci ulteriori risvolti per l’uomo, penali ed amministrativi, anche sulla base degli esiti degli accertamenti dei finanzieri e delle indagini che saranno delegate. (r.n.)
È di ieri la notizia della denuncia di un imprenditore di Aritzo, colto in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza di Nuoro mentre riforniva illecitamente la sua struttura d’acqua con un complesso meccanismo di approvvigionamento. Il tutto, secondo quanto avrebbero accertato i militari, a spese della comunità. L’operazione è scattata qualche giorno fa, nell'ambito di attività legate a controlli sul territorio. I militari si sono presentati nella struttura, situata nelle compagne del paese barbaricino, per operare delle verifiche.
Ma al momento del loro arrivo hanno sorpreso l’uomo, Antonio Manca di 56 anni, che applicava un allaccio sospetto alla rete idrica. Di qui la verifica e la scoperta di una botola interrata e di un ingegnoso sistema di tubature, gli permetteva di rifornire quattro cisterne per un totale di oltre 30mila litri. All’esito dell’operazione, il responsabile è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Oristano per il reato di furto aggravato d’acqua. Secondo quanto riferito dalle Fiamme gialle nuoresi, le indagini hanno permesso di appurare che con l’acqua sottratta illegittimamente non soltanto veniva alimentata la struttura ma venivano irrigati anche diversi ettari di terreno.
Ora i finanzieri, cercano di capire l’entità del danno. Tramite attività tecnica, verranno effettuati degli accertamenti per quantificare quanti metri cubi sono stati sottratti. Altro oggetto di accertamento sarà anche quello di comprendere l’entità dell’illecito svantaggio. In un periodo storico connotato da siccità e restrizioni alla distribuzione del bene “acqua”, gli abusivi, stanno determinando un danno per la collettività perché si traduce anche in una diminuzione delle risorse economiche da destinare alla manutenzione di impianti e condotte. Con comprensibili disagi per le collettività. Oltre questo, la Guardia di Finanza ha sottolineato come queste condotte «costituiscono un grave danno al mercato concorrenziale in quanto ciò permette alle aziende sleali di diminuire i costi d’esercizio ed offrire prezzi più vantaggiosi». Ora l’informativa finirà sul tavolo della procura di Oristano, competente per territorio.
Al procuratore Enzo Domenico Basso le determinazioni sul caso; oltre l’accusa di furto aggravato, potrebbero esserci ulteriori risvolti per l’uomo, penali ed amministrativi, anche sulla base degli esiti degli accertamenti dei finanzieri e delle indagini che saranno delegate. (r.n.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google