La Nuova Sardegna

Nuoro

Futuro incerto per l’Intermare

di Lamberto Cugudda

Arbatax, le organizzazioni sindacali chiedono un incontro col presidente Pigliaru

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ARBATAX. Sul futuro dell’Intermare fabrication yard, sito operativo della Saipem, non si registra alcuna novità positiva e le organizzazioni sindacali e di categoria Cgil-Cisl-Uil, confederali regionali e Ogliastra, hanno chiesto mercoledì scorso un incontro urgente al presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru, e all’assessora all’Industria, Maria Grazia Piras.

Il tutto a tre settimane di distanza dall’ultimo incontro con i vertici Saipem, tenutosi nel cantiere del porto di Arbatax lo scorso 14 settembre.

«Le scriventi organizzazioni sindacali – si legge nella richiesta firmata dai tre segretario generali confederali di Cgil-Cisl-Uil d’Ogliastra, Giacomo Pani, Michele Muggianu e Mario Arzu, Mariano Carboni, Rinaldo Barca e Alessandro Andretta, per i tre sindacati di categoria regionali – si dichiarano fortemente preoccupate rispetto alle dinamiche venutesi a creare all’interno dei cantieri Saipem di Arbatax, sia in relazione alla programmazione delle attività operative per l’esercizio 2018, sia in relazione all’ulteriore contrazione di manodopera dovuto alla fuoriuscita di vari lavoratori per il raggiunto limite di pensionamento».

Tutti elementi che erano stati oggetto di richieste ai vertici Saipem nell’incontro dello scorso 14 settembre, ma che non hanno ottenuto risposte ritenute soddisfacenti. «Si coglie l’occasione – prosegue la richiesta che i sindacati territoriali e regionali, confederali e di categoria, hanno inviato al presidente Pigliaru e all’assessora Iras – per evidenziar, che tale situazione rischia di pregiudicare la condizione di equilibrio e di sopravvivenza dello stesso sito. Si chiede, pertanto, la convocazione di un incontro, da tenersi nel minore tempo possibile, per analizzare tali problematiche e capire come costruire un tavolo istituzionale, che possa dialogare con i vertici della Saipem e dell’Eni, in merito alla tematica di sopravvivenza e di rilancio della Yard di Arbatax».

Di nuove commesse per l’Intermare fabrication yard, all’orizzonte non se ne intravedono.

«Intanto, esaurita l’attività di manutenzione del sito – era stato precisato nel verbale d’incontro con la Saipem del 14 settembre – da metà ottobre e fino ai primi mesi del 2018, il personale dipendente sarà utilizzato per la realizzazione di alcune lavorazioni relative al progetto Egina. Pertanto, stante l’attuale situazione dei carichi di lavoro, fino ai primi mesi del 2018 non si ravvede la necessità di ricorrere a strumenti a tutela dell’occupazione».

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