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Il sindaco alla Regione: «Ora i progetti per la città»

Il sindaco alla Regione: «Ora i progetti per la città»

Dopo la prima fase dell’accordo, Soddu sollecita gli interventi per l’Area vasta Università, ricerca e centri dedicati all’ambiente: una scheda da 11 milioni

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NUORO. Il presidente della giunta regionale ha firmato l’accordo di programma del Piano di rilancio del Nuorese che attribuisce, in questa prima fase, 29 milioni di euro destinati a 15 progetti presentati da enti e associazioni del territorio. Ma in attesa della seconda fase, che porterà in provincia fondi per altri 26 milioni, il sindaco Andrea Soddu ha sollecitato la giunta affinché venga varato al più presto anche il piano per l’Area vasta del Nuorese, che si muove parallelamente al Piano di rilancio. L’assessore agli Affari generali Filippo Spanu, che segue la “pratica” del Nuorese sin dall’inizio, ha confermato che la firma avverrà entro breve tempo, probabilmente entro questo mese come chiesto dal sindaco.

Ma cosa prevede l’accordo sull’Area vasta? «Si tratta di investimenti che sono stati già valutati positivamente dal governo nazionale – dice Andrea Soddu – Come per esempio il nostro Programma per le periferie, che fa parte a pieno diritto del Piano di rilancio del Nuorese, è stato valutato come trentaduesimo progetto a livello nazionale e premiato dall'Istituto nazionale di urbanistica, che ha scelto di esporlo alla Triennale di Milano tra i dieci progetti scelti sui 120 presentati a livello nazionale».

Cos’è anzitutto l’Area vasta? Sostanzialmente ricalca i confini della Provincia, e infatti è stata disegnata come area omogenea dalla legge regionale di riforma degli enti locali, basata sulla futura abolizione delle province (che poi non c’è stata con la vittoria del No al referendum costituzionale del dicembre 2016). Al di là del garbuglio istituzionale che si è creato, resta il ruolo forte del Comune di Nuoro, che diventa guida del territorio.

La proposta del Comune è incentrata sul rapporto tra ambiente, cultura e ricerca e vede al centro il futuro dell’università barbaricina. Vediamo come. «Il territorio del Nuorese e le sue istituzioni – è scritto nella proposta – rivendicano un progetto di promozione degli studi universitari fortemente agganciato ai focus tematici che costituiscono le “risorse naturali” dell'intero territorio regionale». Il progetto interessa ben undici interventi. Apre l’elenco il Corso di laurea in gestione del territorio, turismo e cultura, il cui scopo è formare figure professionali in grado di sapere leggere, interpretare e rappresentare il territorio alla luce del la cultura contemporanea del turismo sostenibile. Segue la Scuola di lettura e scrittura, che mira a preparare figure professionali nuove, capaci di raccontare e creare storie per i media tradizionali e digitali.

Il terzo intervento riguarda un Centro universitario di lingua e cultura per stranieri, incentrato sulle specificità di Nuoro e del suo territorio, mentre a seguire troviamo la Scuola superiore di ospitalità e di formazione in prodotti tipici e sviluppo locale, rivolta a sviluppare competenze specifiche e immediatamente applicabili nel mercato delle politiche di accoglienza, ristorazione e promozione dell’agroalimentare.

Di tutt’altro tenore il Centro per la didattica, la ricerca e la progettazione aerospaziale. Gli altri interventi: dalla nuova offerta formativa del polo agro-forestale alla scuola in disaster management (protezione civile). Poi due centri didattici: apicoltura e micologia applicata. Ancora un centro di ricerca, con biblioteca digitale, sulle terre pubbliche e infine l’internazionalizzazione di dottorati di ricerca in scienze giuridiche e in scienze agrarie attraverso convenzioni con università straniere. La dotazione finanziaria complessiva dovrebbe essere attorno agli 11 milioni. (p.me.)

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