Morti sospette all'ex Provveditorato, ora c’è paura
I dipendenti dell’Ufficio scolastico di Nuoro riuniti in assemblea: «Vogliamo sapere la verità sul palazzo»
NUORO. «Siamo fortemente allarmati per la probabile presenza di amianto nei locali dell’Ufficio scolastico provinciale di via Veneto dove prestiamo la nostra opera e per questo motivo chiediamo all’amministrazione provinciale, proprietaria dello stabile, di far sapere con urgenza l’esito del carotaggio che auspichiamo venga eseguito nel più breve tempo possibile».
A lanciare l’accorato appello sono i dipendenti dell’Ufficio scolastico provinciale, ex Provveditorato agli studi, che lavorano nella palazzina di via Veneto dove negli ultimi 15 anni è stata registrata una serie impressionante di morti sospette di lavoratori che prestavano la loro opera in un’ala dello stabile che è stata frettolosamente chiusa e blindata (?) con cellophane in attesa di approfondite verifiche tecnico-ambientali per la probabile presenza di amianto.
I dipendenti dell’ex Provveditorato si sono riuniti in assemblea per esaminare con attenzione i fatti che sono accaduti in questi anni e valutare quale percorso intraprendere per monitorare l’evolversi della situazione. Ma la tensione è altissima ed è mista alla preoccupazione, che si sta lentamente trasformando in paura. Una paura che aleggia nelle silenziose stanze durante l’orario di lavoro, all’interno di un palazzo dove negli ultimi 15 anni ci sono stati troppi morti e tanti malati di tumore tra i dipendenti. Adesso, l’ala incriminata, dove dovranno essere eseguiti i carotaggi per verificare la presenza di amianto sotto la pavimentazione in linoleum, è stata blindata. Anche se in maniera quantomeno discutibile: chiusa in una specie di “bara di cellophane” perché considerata pericolosa. Anche se non ci sarebbe alcuna documentazione ufficiale che ne certifichi la pericolosità, l’amministrazione provinciale ha provveduto alla “blindatura” in attesa degli approfondimenti tecnici dai quali si potrà finalmente capire se c’è una relazione tra la probabile presenza di amianto e le troppi morti degli impiegati. La Provincia ha comunque ritenuto opportuno intervenire, pur nel disinteresse generale di chi si sarebbe dovuto preoccupare per i tanti casi di tumore, della salubrità degli uffici e della salute di chi ci lavora: «La Provincia si è attivata con la massima celerità quando è pervenuta la segnalazione del dirigente dell’Ufficio scolastico sulla sospetta presenza di amianto nel pavimento in linoleum di alcune stanze del palazzo»
Resta una serie di interrogativi inquietanti: perché non è mai stata fatta una segnalazione all’Asl? Perché non è stato fatto un accertamento più approfondito, dopo quello sulle onde elettromagnetiche, visto che i dipendenti continuavano ad ammalarsi e a morire? Perché è stato sottovalutato l’allarme-amianto lanciato dall’unico tecnico che ha cercato di fare luce sulle cause delle morti nel palazzo?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
