Madre mediterranea, premio della Pro loco ad Attilio Mastino
di Alessandro Mele
Cerimonia di consegna durante le Cortes apertas di Lollove Soddu: «La sua presenza all’Isre un onore per questa città»
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NUORO. È andato al professor Attilio Mastino, il premio “Madre mediterranea. Per amore di una città” della Pro Loco di Nuoro. Professore di Storia romana all’università di Sassari, Mastino è stato rettore dell’ateneo turritano dal 2009 al 2014, ma anche preside della facoltà di Lettere e filosofia. Studioso della storia delle province romane nel bacino del mediterraneo, ha studiato in particolare la Barbagia Romana. Attualmente è componente del comitato scientifico dell’Istituto superiore regionale etnografico.
Il premio, la “Dea madre” realizzata da Maria Grazia Dettori, è stato consegnato ad Attilio Mastino ieri mattina in occasione della cerimonia tenutasi nell’antica chiesetta di Maria Maddalena a Lollove che in questi giorni sta ospitando la tappa di Autunno in Barbagia organizzato dalla stessa Pro Loco. L’incontro è stato presentato dal giornalista Antonio Rojch che ha intervistato il professore sulla barbaria romana e sulle operazioni militari nel centro Sardegna. «Un giusto premio attribuito a un genio della storia – ha affermato in sindaco Andrea Soddu –, la sua presenza all’Isre è un onore per questa città». È la presidente della Pro coco Lorenza Vacca ad annunciare il premio a Mastino, il quale si è soffermato, incalzato da Rojch, su alcuni momenti storici della Barbagia romana: «La Barbagia è stata assoggettata dai romani che con Tiberio Gracco hanno ucciso circa 30.000 sardi – ha spiegato il professore – e altri 50.000 sono stati ridotti in schiavitù. Solo con la pax romana successivamente il popolo sardo ha potuto integrarsi con le altre popolazioni». Attilio Mastino si è laureato in Lettere classiche a Cagliari col massimo dei voti e la pubblicazione della tesi, si è specializzato in Giornalismo a Urbino e in Studi sardi a Cagliari. Ha studiato a Parigi (École Normale Supérieure e Paris I-Sorbonne), Bordeaux (Centre Pierre Paris-Ausonius) e Tunisi (Institut National du Patrimoine). Dopo aver lavorato per 10 anni all’Università di Cagliari, ha diretto a Sassari il Dipartimento di storia, il Centro sulle province romane, la facoltà di Lettere e filosofia, il Dottorato di ricerca “Il Mediterraneo in età antica”.
Per un decennio pro-rettore con delega alla ricerca, è oggi un epigrafista con incarichi a livello internazionale e dirige gli scavi archeologici di Uchi Maius in Tunisia. Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui l’Onorificenza dello storico arabo con medaglia d’oro concessa dall’Unione degli storici arabi. È autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche.
Il premio, la “Dea madre” realizzata da Maria Grazia Dettori, è stato consegnato ad Attilio Mastino ieri mattina in occasione della cerimonia tenutasi nell’antica chiesetta di Maria Maddalena a Lollove che in questi giorni sta ospitando la tappa di Autunno in Barbagia organizzato dalla stessa Pro Loco. L’incontro è stato presentato dal giornalista Antonio Rojch che ha intervistato il professore sulla barbaria romana e sulle operazioni militari nel centro Sardegna. «Un giusto premio attribuito a un genio della storia – ha affermato in sindaco Andrea Soddu –, la sua presenza all’Isre è un onore per questa città». È la presidente della Pro coco Lorenza Vacca ad annunciare il premio a Mastino, il quale si è soffermato, incalzato da Rojch, su alcuni momenti storici della Barbagia romana: «La Barbagia è stata assoggettata dai romani che con Tiberio Gracco hanno ucciso circa 30.000 sardi – ha spiegato il professore – e altri 50.000 sono stati ridotti in schiavitù. Solo con la pax romana successivamente il popolo sardo ha potuto integrarsi con le altre popolazioni». Attilio Mastino si è laureato in Lettere classiche a Cagliari col massimo dei voti e la pubblicazione della tesi, si è specializzato in Giornalismo a Urbino e in Studi sardi a Cagliari. Ha studiato a Parigi (École Normale Supérieure e Paris I-Sorbonne), Bordeaux (Centre Pierre Paris-Ausonius) e Tunisi (Institut National du Patrimoine). Dopo aver lavorato per 10 anni all’Università di Cagliari, ha diretto a Sassari il Dipartimento di storia, il Centro sulle province romane, la facoltà di Lettere e filosofia, il Dottorato di ricerca “Il Mediterraneo in età antica”.
Per un decennio pro-rettore con delega alla ricerca, è oggi un epigrafista con incarichi a livello internazionale e dirige gli scavi archeologici di Uchi Maius in Tunisia. Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui l’Onorificenza dello storico arabo con medaglia d’oro concessa dall’Unione degli storici arabi. È autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche.
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