La Nuova Sardegna

Nuoro

Sì della Regione al Man in piazza Satta

di Paolo Merlini
Sì della Regione al Man in piazza Satta

Dopo oltre dieci anni la giunta Pigliaru sblocca i fondi per l’ampliamento della sede: stanziato un milione e mezzo di euro 

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NUORO. Dopo uno stallo durato oltre dieci anni si sblocca finalmente il progetto d’ampliamento del museo Man in piazza Sebastiano Satta. La giunta regionale metterà a disposizione un milione e mezzo di euro per il completamento della ristrutturazione della struttura (un tempo destinata ad albergo) acquisita dalla Provincia poco dopo il 2000. Il merito di aver evitato l’ennesima incompiuta culturale della città è dell’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Giuseppe Dessena, che si è impegnato su questo fronte già poco dopo il suo insediamento lo scorso anno.

Cosa accadrà adesso? È molto probabile che si dovrà rimettere mano al progetto del museo (i primi ad occuparsene furono gli architetti Ignazio Caredda e Gianni Filindeu) e successivamente procedere all’appalto e all’avvio dei lavori. L’apertura della nuova ala del museo, distante poche decine di metri dalla sede storica in via Satta, dunque non avverrà nell’immediato, anche se il presidente del Man Tonino Rocca ha fiducia che possa verificarsi entro il 2018. Al suo interno si svolgeranno le mostre, che costituiscono l’attività principale del museo, e probabilmente troveranno sede anche gli uffici amministrativi. L’edificio si sviluppa su quattro piani, per circa duemila metri quadri, e si affaccia anche su via Angioi, dove con tutta probabilità verranno aperti un book shop e una caffetteria. La sede storica di via Satta verrà invece destinata a ospitare la collezione permanente del Man, che attualmente non aveva una collocazione stabile.

Ma la decisione dell’assessore Dessena mette fine anche alla polemica che, proprio dieci anni fa, contribuì a bloccare l’ampliamento del museo. Il progetto iniziale prevedeva, per l’ingresso del museo da piazza Satta, una vetrata (color bianco satinato) lunga 7 metri per un’altezza di 2,70 al posto dell’attuale portoncino in alluminio anodizzato. Ancora, il progetto della facciata, interamente dipinta di bianco secondo le indicazioni di Costantino Nivola sui colori della piazza Satta, prevedeva la chiusura di due piccole finestre proprio sopra l’ingresso. Ci fu chi vide in questa proposta un oltraggio all’opera di Nivola, a cominciare dalla fondazione a lui dedicata. La città, ma non solo, si divise tra favorevoli e contrari, con la direttrice di allora, Cristiana Collu, e il presidente Rocca tenacemente decisi a difendere il progetto, che in seguito fu comunque ridimensionato almeno per la parte riguardante l’ingresso, dopo una diatriba andata avanti per diversi mesi, tale da mettere a rischio i fondi europei disponibili (due milioni e mezzo).



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