Caos rifiuti, scontro sul nuovo appalto
di Francesco Pirisi
Da oltre un decennio si va avanti a colpi di proroghe alla società che in città si occupa della raccolta e dello smaltimento
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NUORO. Il nuovo appalto per lo smaltimento dei rifiuti sarà definito nel correre di un anno. Il crono-programma è dell’assessore comunale dell’Ambiente, Giuliano Sanna. Già dalle prossime settimane l’argomento arriverà in Consiglio comunale, per l’esame del regolamento di settore e la scelta della metodologia per il servizio, tra l’affidamento esterno o la gestione “in house”, ossia attraverso una struttura interna all’ente. Prima che il corso ordinario riprenda il suo operare, sono state attivate due proroghe. L’ultima di 18 mesi, con scadenza il 31 dicembre 2018, che mantiene il servizio in capo alla società per azioni Nuoro Ambiente, costituita dal Comune e da Ecoserdiana, così come avviene da oltre un decennio a questa parte.
Scelta che ha portato a una nuova contrapposizione tra le forze politiche presenti nell’assemblea civica. In un’interrogazione congiunta, discussa nell’ultima riunione del Consiglio comunale, le opposizioni di destra e sinistra hanno contestato scelte e atti della giunta, sino ad arrivare a parlare di una conduzione del comparto fuori dai confini della legittimità. Perché, è stato detto, il contratto di proroga per il primo semestre del 2017 è stato firmato solo a maggio.
Altro fatto, non è stata data attuazione nei tempi dovuti alla norma all’ordinanza del sindaco che ha previsto l’allungamento dell’affidamento sino a tutto il 2018. L’assessore Sanna ha respinto gli appunti nella discussione consiliare, dopo l’illustrazione dell’interrogazione da parte dell’esponente del Pd, Leonardo Moro. E oggi considera quell’istanza come un attacco diffamatorio al suo operato e a quello della giunta. Il perché: «L’interrogazione si basa su una premessa falsa e per questo dico che è lesiva del buon nome dell’amministrazione. Perché quando è stata presentata al protocollo del municipio il contratto per la prima proroga era stato già firmato, così com’era data attuazione all’ordinanza sindacale con la determinazione del responsabile del settore».
Il terreno di scontro politico è un appalto ancora da portare a compimento. Perché per due volte è saltato nel momento decisivo e ora aspetta un nuovo progetto. Nel 2010 il Consiglio di Stato aveva annullato l’atto amministrativo quando conclusa la gara era stato anche affidato il servizio di smaltimento dei rifiuti a “Nuoro Ambiente”, e questo per via del ricorso dell’azienda classificatasi al secondo posto nella graduatoria. Da allora sette anni di proroghe, con costi annui lievitati di un paio di milioni di euro. Maggiori spese finite dritte sulle bollette degli utenti. Perché nel frattempo le norme hanno eliminato anche l’ultima fetta della contribuzione municipale e il passaggio dalla Tarsu alla Tari ha appesantito il carico per le famiglie, per via di un conteggio che oltre alla superficie dell’abitazione ha ricompreso anche il numero degli inquilini. Problemi che secondo l’opposizione (e nello specifico del gruppo Pd) sarebbero stati alleviati con l’appalto predisposto dalla precedente giunta, quella di centro-sinistra guidata da Alessandro Bianchi.
Sul quale però è stata messa una croce dall’amministrazione attuale.
L’ex vice-sindaco Leonardo Moro: «Prevedeva un abbassamento dei costi per l’utenza, anche grazie ai premi della Regione per le quote di differenziata, da portare all’80 per cento entro il 2017. L’hanno bloccato senza motivi validi e persistono con le proroghe». Sanna dai banchi dell’esecutivo ha contrapposto le cifre e le convinzioni sulle scelte. Sulle prime, quelle della spesa di gestione, spiega: «Oggi i costi per il servizio di raccolta dei rifiuti e igiene urbana ammontano a circa 5 milioni e mezzo. Siamo sotto di 500mila euro rispetto a quelli pagati durante il precedente mandato amministrativo. Tanto che oggi la spesa per il cittadino, di 160 euro pro capite, è scesa sotto la media regionale. Si può ancora migliorare con la lotta all’evasione, sempre con la formula di pagare tutti per pagare di meno». Un obiettivo che oggi diventa anche un impegno d’onore per Sanna e il sindaco Soddu, considerato che l’hanno posto come discriminante nel momento di bocciare l’appalto che nel 2015 prometteva di recuperare una condizione di normalità nella gestione del servizio. «Come giunta abbiamo a suo tempo espresso le nostre perplessità. È stato il dirigente del settore ad annullarlo dopo avere compiuto le verifiche di competenza». Ancora l’assessore, questa volta sui profili di legittimità: «Voglio chiarire che non si tratta di un’ulteriore proroga, ma di un nuovo affidamento, su ordinanza del sindaco, perché c’è la necessità di non interrompere un servizio primario. Lo consente anche l’Anac, l’autorità per l’anticorruzione, nelle more di un nuovo appalto».
Scelta che ha portato a una nuova contrapposizione tra le forze politiche presenti nell’assemblea civica. In un’interrogazione congiunta, discussa nell’ultima riunione del Consiglio comunale, le opposizioni di destra e sinistra hanno contestato scelte e atti della giunta, sino ad arrivare a parlare di una conduzione del comparto fuori dai confini della legittimità. Perché, è stato detto, il contratto di proroga per il primo semestre del 2017 è stato firmato solo a maggio.
Altro fatto, non è stata data attuazione nei tempi dovuti alla norma all’ordinanza del sindaco che ha previsto l’allungamento dell’affidamento sino a tutto il 2018. L’assessore Sanna ha respinto gli appunti nella discussione consiliare, dopo l’illustrazione dell’interrogazione da parte dell’esponente del Pd, Leonardo Moro. E oggi considera quell’istanza come un attacco diffamatorio al suo operato e a quello della giunta. Il perché: «L’interrogazione si basa su una premessa falsa e per questo dico che è lesiva del buon nome dell’amministrazione. Perché quando è stata presentata al protocollo del municipio il contratto per la prima proroga era stato già firmato, così com’era data attuazione all’ordinanza sindacale con la determinazione del responsabile del settore».
Il terreno di scontro politico è un appalto ancora da portare a compimento. Perché per due volte è saltato nel momento decisivo e ora aspetta un nuovo progetto. Nel 2010 il Consiglio di Stato aveva annullato l’atto amministrativo quando conclusa la gara era stato anche affidato il servizio di smaltimento dei rifiuti a “Nuoro Ambiente”, e questo per via del ricorso dell’azienda classificatasi al secondo posto nella graduatoria. Da allora sette anni di proroghe, con costi annui lievitati di un paio di milioni di euro. Maggiori spese finite dritte sulle bollette degli utenti. Perché nel frattempo le norme hanno eliminato anche l’ultima fetta della contribuzione municipale e il passaggio dalla Tarsu alla Tari ha appesantito il carico per le famiglie, per via di un conteggio che oltre alla superficie dell’abitazione ha ricompreso anche il numero degli inquilini. Problemi che secondo l’opposizione (e nello specifico del gruppo Pd) sarebbero stati alleviati con l’appalto predisposto dalla precedente giunta, quella di centro-sinistra guidata da Alessandro Bianchi.
Sul quale però è stata messa una croce dall’amministrazione attuale.
L’ex vice-sindaco Leonardo Moro: «Prevedeva un abbassamento dei costi per l’utenza, anche grazie ai premi della Regione per le quote di differenziata, da portare all’80 per cento entro il 2017. L’hanno bloccato senza motivi validi e persistono con le proroghe». Sanna dai banchi dell’esecutivo ha contrapposto le cifre e le convinzioni sulle scelte. Sulle prime, quelle della spesa di gestione, spiega: «Oggi i costi per il servizio di raccolta dei rifiuti e igiene urbana ammontano a circa 5 milioni e mezzo. Siamo sotto di 500mila euro rispetto a quelli pagati durante il precedente mandato amministrativo. Tanto che oggi la spesa per il cittadino, di 160 euro pro capite, è scesa sotto la media regionale. Si può ancora migliorare con la lotta all’evasione, sempre con la formula di pagare tutti per pagare di meno». Un obiettivo che oggi diventa anche un impegno d’onore per Sanna e il sindaco Soddu, considerato che l’hanno posto come discriminante nel momento di bocciare l’appalto che nel 2015 prometteva di recuperare una condizione di normalità nella gestione del servizio. «Come giunta abbiamo a suo tempo espresso le nostre perplessità. È stato il dirigente del settore ad annullarlo dopo avere compiuto le verifiche di competenza». Ancora l’assessore, questa volta sui profili di legittimità: «Voglio chiarire che non si tratta di un’ulteriore proroga, ma di un nuovo affidamento, su ordinanza del sindaco, perché c’è la necessità di non interrompere un servizio primario. Lo consente anche l’Anac, l’autorità per l’anticorruzione, nelle more di un nuovo appalto».
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