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Nuoro

«Ma noi siamo riusciti a ridurre i costi»

«Ma noi siamo riusciti a ridurre i costi»

L’assessore Giuliano Sanna: prima regnava l’anarchia e nei cassonetti di campagna si buttava di tutto

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NUORO. I veleni dello scontro in Consiglio comunale con l’opposizione non sono evaporati dalla mente dell’assessore dell’Ambiente, Giuliano Sanna. La memoria è fresca: «L’amministrazione di centrosinistra per fare l’appalto ha impiegato cinque anni. Possiamo prenderci anche noi il tempo per studiare la materia? Si tratta di un settore complesso, la cui gestione va ponderata, perché alla fine è il cittadino a doverne sopportare l’intero costo e anche a subire i disagi dell’eventuale disservizio». Il tempo è dunque quello dell’approfondimento. Ma non solo, a sentire l’assessore: «Si sono già fatti dei passi in avanti. Proprio quest’anno abbiamo avviato la raccolta porta a porta. Credo con esiti positivi, considerato che a Nuoro non sono in pochi a pensare che la differenziata sia partita solo con la nostra giunta. Il ritiro del secco l’abbiamo limitato a una volta la settimana, ma è la tempistica presente nelle realtà più avanzate. Quanto ai costi, sono stati ridotti. Ritengo si possa fare meglio, soprattutto con la valorizzazione delle frazioni come carta, vetro e plastica». Sanna porta il merito all’attuale amministrazione anche per avere esteso il servizio agli agglomerati periferici abusivi, a iniziare dalla zona di Testimonzos: «Prima regnava l’anarchia e nei cassonetti della campagna si buttava qualsiasi tipo di rifiuto. Anzi, era il luogo più adatto per evadere le regole anche da parte di chi in città non si prendeva la briga di separare i rifiuti».

Sono i punti di partenza del piano Sanna, imperniati su lotta all’evasione delle bollette, premialità e ricerca di nuove piattaforme per le frazioni valorizzabili. Sul primo aspetto dice: «Il fenomeno è stato intaccato grazie all’ufficio interno per le riscossioni. C’è tuttavia ancora un 15 per cento che non paga». Sugli incentivi della Regione: «Il premio per la differenziata è importante, ma diventa inutile nel momento in cui come ente lo debbo impiegare per pagare i costi negli impianti per lo smaltimento che aumentano nel momento in cui si riducono le percentuali di indifferenziato. In questo modo è difficile incentivare l’utente a collaborare verso un servizio virtuoso. Sempre riguardo a premialità e quantificazione delle percentuali di differenziata, un limite sta nel fatto che la Regione non tiene conto che nelle città differenziare è più complicato rispetto ai piccoli comuni». (f.p.)

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