«Il gran cuore dei nuoresi, lezione di vita»
NUORO. Le uniche cose scampate alla furia devastante dell’incendio nella storica sartoria Gabba sono le vecchie e fedeli macchine da cucire ereditate dal padre Francesco e dalla mamma Maddalena, che...
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NUORO. Le uniche cose scampate alla furia devastante dell’incendio nella storica sartoria Gabba sono le vecchie e fedeli macchine da cucire ereditate dal padre Francesco e dalla mamma Maddalena, che nel lontano 1954 hanno fondato l’attività. Una tradizione di famiglia che Giampaolo Gabba fino a qualche giorno fa ha portato avanti con tenacia e passione confezionando i preziosi abiti cuciti interamente a mano secondo un’antica tradizione tramandata di generazione in generazione. Oggi di fronte a lui c’è sola profonda rabbia e la triste consapevolezza che il lavoro di una vita è andato in fumo. «Ma nonostante tutto non mi arrendo» sottolinea con un sorriso tra le labbra il sarto nuorese mentre insieme a un amico sistema il laboratorio. «Come la mitologica Fenice che risorgeva dalle sue ceneri più bella e splendente di prima, così sarà anche per il mio amato laboratorio grazie al grande cuore di tutte le persone, amici e conoscenti che mi stanno supportando – aggiunge –. Anche se devo ammettere che la mattina dopo l’incendio ho pensato di mollare tutto e andare a cercare un altro lavoro – racconta Giampaolo Gabba –. Poi sono stato travolto da una marea di solidarietà e quel pensiero in un attimo è svanito». E aggiunge: «Sinceramente non mi aspettavo una mobilitazione simile, i commercianti del Corso stanno dando una grande lezione di vita a tutti, perché potrebbe capitare davvero a chiunque di cadere in disgrazia. Per questo non finirò mai di ringraziare tutti per l’immenso sostegno e la grande solidarietà che mi stanno dimostrando. È grazie a loro se ho trovato la forza di rialzarmi e ricominciare da zero». (s.v.)
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