Maltrattamenti alla mamma, slitta l’udienza per Pinna
Rinvio al 27 novembre per l’incompatibilità del Gup Cozzella Il 19enne di Nule è accusato di offese, minacce e percosse
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NUORO. «Sbattiti la testa al muro... Fatti un’assicurazione e ammazzati... Vai aff... mi stai rompendo il c...., tappati quella bocca... B... vestiti come si deve». Parole forti che erano state intercettate dai carabinieri che stavano monitorando l’attività di Paolo Pinna, all’epoca ancora minorenne, per acquisire elementi che potessero confermare il quadro accusatorio nei suoi confronti per l’omicidio di Gianluca Monni (assassinato a fucilate a Orune l’8 maggio 2015) e la misteriosa scomparsa-delitto (la sera precedente, il 7 maggio) del compaesano Stefano Masala. Parole che Paolo Pinna, 19 anni, di Nule, condannato in primo grado dal Tribunale dei minorenni al massimo della pena, 20 anni di carcere, per il delitto di Orune e la scomparsa del compaesano, aveva pronunciato contro la mamma. Parole che spesso, come avevano rilevato il pubblico ministero e il gip, erano state seguite da veri e propri atti di violenza. Che gli avevano procurato la denuncia per maltrattamenti con tanto di richiesta di rinvio a giudizio. Un’accusa sulla quale si sarebbe dovuto pronunciare il gup del Tribunale di Nuoro Claudio Cozzella. Ma il magistrato, ancora prima che l’avvocato Angelo Merlini, uno dei difensori di Paolo Pinna, potesse presentare una serie di istanze relative al suo assistito, ha dichiarato la sua incompatibilità nel procedimento nei confronti del diciannovenne di Nule poiché aveva già preso decisioni sull’inchiesta nel quale è coinvolto. Così, l’udienza preliminare si è aperta e chiusa in brevissimo tempo con un rinvio fissato a una data molto vicina: il 27 novembre. In quell’occasione dovrà essere un altro gup a decidere sul da farsi relativamente all’accusa di maltrattamenti. Ma non potrà essere neppure il giudice Mauro Pusceddu, anche lui già entrato nel processo per il delitto di Orune, addirittura nella fase iniziale quando aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del cugino di Paolo Pinna, quell’Alberto Cubeddu il cui processo è in corso in Corte d’assise a Nuoro. «Mongola, sei più scema di una gallina, se all’ora di cena non c’è la cena ti prendo e ti spacco la faccia e poi ti inginocchi a pulire il pavmento senza stare a rompere il c....» queste alcune frasi che Paolo Pinna aveva rvolto alla madre nel mese di luglio del 2015 e che erano state intercettate dai carabinieri del Comando provinciale di Nuoro. La mamma si era lamentata col marito del comportamento del figlio, all’epoca ancora 17enne: «Quando Paolo è a casa è insopportabile, mi ha anche dato un bette colpo: guarda anche il segno rosso mi è rimasto. Sono anche dovuta scappare da casa». (plp)
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