La Nuova Sardegna

Nuoro

Pd nuorese abbandonato da chi l’aveva fatto grande

di Francesco Pirisi
Pd nuorese abbandonato da chi l’aveva fatto grande

Dopo il post su Facebook della segretaria uscente, emergono tutti i malumori  Molti i personaggi politici eccellenti che non hanno rinnovato la tessera

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NUORO. Pace e soprattutto unità sono le parole d’ordine nel Pd nuorese, che in questi giorni celebra i congressi. Una carica nevralgica, quella del segretario cittadino con il passaggio di consegne, concordato, tra Francesco Manca a Davide Montisci. Per il territorio la designata (e unica candidata) è l’ex amministratrice nel comune di Ottana e in Provincia, Maria Sedda, per la quale si prevede una scelta unanime, senza nemmeno imbucare la scheda nelle urne. Prenderà il posto della consigliera regionale Daniela Forma, la cui uscita non è stata priva di malumori. Tra gli obiettivi delle critiche la logica delle correnti: del senatore Giuseppe Luigi Cucca e del consigliere regionale Roberto Deriu, visto che tra loro la pace è stata sancita da tempo. Garantendo anche l’unità. Ma così non era stato all’inizio dell’affermazione della segreteria renziana, dopo un tempo di pari forza con il nucleo storico, la sinistra Ds e la Margherita.

Dal mosaico, in città e in provincia sono però venute a mancare diverse tessere. Una di rilievo è certamente quella dell’ex sindaco Mario Zidda: «Non rinnovo l’adesione dal 2015. La mia è stata una decisione dettata dal fatto che non c’era più un’identificazione nella strada intrapresa dal Pd. Partito per il quale avevo contribuito alla nascita, con un gruppo di attivisti arrivati dal Psi e poi approdati tra i Ds». Tanta cautela e moderazione nell’uscire e altrettanta nel pensare a una via alternativa nella politica. Potrebbe essere quella del Mdp Articolo Uno di Bersani e Speranza. A cui Zidda non nasconde di guardare con interesse, ma per il momento senza dare alcuna delega: «Ho necessità di chiarire molte cose e verificare se avrà un senso portare la propria militanza da qualche parte».

Trasloco che ha invece fatto nel principio dell’anno Tore Sulas, il primatista delle preferenze a Nuoro per il Pd alle ultime comunali. Il tempo successivo all’affermazione personale (seppur non di schieramento) è stato lo stesso dei mal di pancia, sino al commiato, non senza ruvidezze: «Non ero più in sintonia con le decisioni che venivano prese riguardo all’impegno del partito sia in città sia nel territorio». Condizioni che conta di realizzare con Articolo Uno, di cui è stato designato coordinatore provinciale da Roberto Speranza, atteso nelle prossime settimane in Sardegna.

Tra i nuovi iscritti un posto potrebbe occuparlo Diego Bagiella, consigliere comunale nell’amministrazione Bianchi, un altro deluso del Pd, dal quale ha tagliato i ponti nel momento della scissione nazionale. Il rifiuto più profondo lo nutre però per la conduzione di Matteo Renzi, del quale è stato tra gli sponsor a Nuoro: «Ho fondato il comitato renziano. Mi ispiravano le cose sentite alla Leopolda: via il finanziamento pubblico ai partiti, stop ai vitalizi e una politica del lavoro dove a prevalere fossero i valori della sinistra. Quando invece si è andati al potere, degli impegni si sono perse le tracce». Non ha sbattuto la porta, ma il pensiero dal livello nazionale potrebbe essere preso e trasferito sulla dimensione locale. Dove, evidenzia Bagiella, «non ci sono più circoli, o non gli viene dato potere. Né tesserati e soprattutto idee da portare al dibattito. La politica sarebbe dovuta essere il contrario di quanto invece si è verificato».

Concetti sui quali metterebbe la firma Tore Porcu, anche lui senza più il Partito democratico tra le passioni quotidiane. Tra i motivi c’è una stagione di lavoro nell’imprenditoria che l’ha portato e lo tiene in Spagna, ma soprattutto perché mancano gli stimoli: «In questi anni non me ne sono stati dati, nonostante avessi e continui ad avere per la politica una grande predisposizione».

Rimane nel Pd ma da anima critica Carlo Prevosto. Stretto in un metodo che non condivide. Tanto da citare episodi e fare i nomi: «Il male maggiore credo sia la mancanza di dialettica e dunque di democrazia. Lo si è visto anche in questo passaggio dei congressi: il consigliere regionale Roberto Deriu ha espresso il segretario cittadino, e ora il senatore e segretario regionale Giuseppe Luigi Cucca porterà alla propria corrente la guida della segreteria provinciale, con Maria Sedda. Una persona degna, ma che non credo si possa ritenere una segretaria di prospettiva».

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