Fallisce l’assalto a colpi di mazza
di Valeria Gianoglio
Nella filiale di corso Repubblica, tre banditi fuggono alla prima sirena del sistema di allarme
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ORUNE. Probabilmente si erano anche impegnati, nel confezionare un piano perfetto – dal sopralluogo nei giorni precedenti fino alla ricerca dello strumento adatto: una mazza, in questo caso – ma il loro progetto criminale, alla fine, è saltato alla prima sirena di allarme anti-sismico partita dalla filiale del Banco di Sardegna di corso Repubblica. Un fischio così intenso e assordante che, evidentemente, ha scoraggiato per sempre i loro propositi criminali e ha trasformato il loro progetto di assalto alla filiale del Banco di Sardegna di Orune, in un tracollo completo, e con tanto di fuga precipitosa sul finale. Si è concluso con un nulla di fatto, dunque, il tentativo di rapina della filiale dell’istituto di credito di Orune.
Un assalto a colpi di mazza dove però la mazza non è servita a un bel nulla, nemmeno a scalfire il vetro dell’ingresso. Nemmeno a spaventare il direttore della filiale, né a scuotere dal suo lavoro un impiegato, presenti all’interno della banca all’ora del colpo fallito, intorno alle 14.45 di ieri. È, in un certo senso, anche il tracollo della piccola criminalità, quello che va in scena ieri pomeriggio nel cuore di Orune, nella via più centrale, corso Repubblica, e a due passi dalla chiesa di Santa Maria Maggiore. Sono quasi le 16, dunque, quando la tranquillità di un pomeriggio umido e freddo, in paese, viene interrotto dall’arrivo, precipitoso, di tre persone che si parano davanti alla filiale del Banco di Sardegna, indossando, ciascuno, un cappuccio ben infilato sulla testa. Uno di loro, brandisce una mazza, e con quella tra le mani, si dirige deciso verso l’ingresso della filiale, mentre gli altri due suoi complici tengono d’occhio la strada che a quell’ora è deserta, anche per via del primo freddo di novembre. Parte il primo colpo di mazza, e chissà, probabilmente, chi lo assesta, nei suoi sogni proibiti, si sarebbe aspettato di veder sbriciolare davanti agli occhi tutta la vetrata. E magari, subito dopo, si sarebbe aspettato anche di vedere una pioggia di contanti scendere come neve sulla strada. Nulla di più lontano dalla realtà, invece. Il vetro, infatti, non si scalfisce nemmeno un pò.
E così, i tre aspiranti rapinatori, allarmati per la sirena e per il rischio annesso di essere beccati in flagrante, fuggono senza pensarci nemmeno un secondo in più. Mentre all’interno della banca, il direttore, insieme a un dipendente e a una cliente, danno l’allarme. «È andato tutto bene, per fortuna», commentano poco dopo, una volta portati in caserma per essere sentiti dai carabinieri della stazione di Orune e della compagnia di Bitti, coordinati dal luogotenente Giuseppe Carbone. E nel frattempo, per le strade di Orune e del Nuorese, parte la caccia ai tre rapinatori. Qualche preziosa informazione potrebbe arrivare dalle immagini di una telecamera sistemata vicino all’ingresso della filiale del Banco. Secondo gli investigatori, i banditi, non dovrebbero essere andati molto lontano.
Un assalto a colpi di mazza dove però la mazza non è servita a un bel nulla, nemmeno a scalfire il vetro dell’ingresso. Nemmeno a spaventare il direttore della filiale, né a scuotere dal suo lavoro un impiegato, presenti all’interno della banca all’ora del colpo fallito, intorno alle 14.45 di ieri. È, in un certo senso, anche il tracollo della piccola criminalità, quello che va in scena ieri pomeriggio nel cuore di Orune, nella via più centrale, corso Repubblica, e a due passi dalla chiesa di Santa Maria Maggiore. Sono quasi le 16, dunque, quando la tranquillità di un pomeriggio umido e freddo, in paese, viene interrotto dall’arrivo, precipitoso, di tre persone che si parano davanti alla filiale del Banco di Sardegna, indossando, ciascuno, un cappuccio ben infilato sulla testa. Uno di loro, brandisce una mazza, e con quella tra le mani, si dirige deciso verso l’ingresso della filiale, mentre gli altri due suoi complici tengono d’occhio la strada che a quell’ora è deserta, anche per via del primo freddo di novembre. Parte il primo colpo di mazza, e chissà, probabilmente, chi lo assesta, nei suoi sogni proibiti, si sarebbe aspettato di veder sbriciolare davanti agli occhi tutta la vetrata. E magari, subito dopo, si sarebbe aspettato anche di vedere una pioggia di contanti scendere come neve sulla strada. Nulla di più lontano dalla realtà, invece. Il vetro, infatti, non si scalfisce nemmeno un pò.
E così, i tre aspiranti rapinatori, allarmati per la sirena e per il rischio annesso di essere beccati in flagrante, fuggono senza pensarci nemmeno un secondo in più. Mentre all’interno della banca, il direttore, insieme a un dipendente e a una cliente, danno l’allarme. «È andato tutto bene, per fortuna», commentano poco dopo, una volta portati in caserma per essere sentiti dai carabinieri della stazione di Orune e della compagnia di Bitti, coordinati dal luogotenente Giuseppe Carbone. E nel frattempo, per le strade di Orune e del Nuorese, parte la caccia ai tre rapinatori. Qualche preziosa informazione potrebbe arrivare dalle immagini di una telecamera sistemata vicino all’ingresso della filiale del Banco. Secondo gli investigatori, i banditi, non dovrebbero essere andati molto lontano.
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