Una nuova destinazione per l’ex scuola di ceramica
I lavori a Preda Istrada sono completati, ma nel frattempo l’utilizzo è mutato Tra le proposte in discussione una scuola civica artistica e la palestra di quartiere
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NUORO. Se ne parla da quasi quindici anni, e finalmente l’opera pubblica sta per essere conclusa. Il problema, come di consueto, è cosa farne. Di sicuro non sarà la scuola di ceramica ipotizzata dalle precedenti amministrazioni, che avrebbe dovuto affiancare il museo della ceramica nella Casa Chironi (non si farà neppure quello: ma dal 2013 è una grana tutta dell’Isre, che s’interroga a sua volta su cosa farne). Il problema è che il nuovo edificio di Preda Istrada, sorto sulle ceneri di un cantiere destinato a scuola elementare e abbandonato dopo aver posto le fondamenta, dovrà comunque avere finalità culturali, pena la perdita del finanziamento, causando così un ulteriore danno al quartiere disagiato nel quale sorge la struttura. I fondi a disposizione, complessivamente tre milioni 180mila euro, fanno parte dei cosiddetti Contratti di quartiere del 2004 e avrebbero dovuto risanare le periferie più compromesse.
Al momento comunque la notizia è che sono in via di conclusione i lavori della struttura, appaltati alla Edimp di Pattada, che se li è aggiudicati nel marzo 2015 con un ribasso d’asta del 23% sul costo iniziale di due milioni 192mila euro. Il progetto è della Metassociati di Macomer. Si tratta di una struttura imponente, costituita da diversi moduli a sé stanti su più livelli, per complessivi 2800 metri quadri. «I lavori sono stati appaltati nel 2014 quando era in carica la giunta Bianchi e sono stati avviati l’anno successivo, poco dopo il nostro insediamento», dice Antonio Belloi, assessore ai Lavori pubblici. «Pur non condividendo in pieno la destinazione ipotizzata per l’immobile, appunto una scuola di ceramica, abbiano deciso di dare continuità all’opera perché è inserita in un piano di riqualificazione di un quartiere disagiato».
Il problema adesso è cosa fare di questo nuovo edificio con destinazione culturale che, visti i precedenti in città, rischia di andare a ingrossare le fila delle incompiute o degli edifici pubblici inutilizzati.
Proprio di questo si discute nelle ultime settimane nella giunta Soddu, con gli assessori Belloi (Lavori Pubblici) e Cocco (Cultura) impegnati in prima linea a trovare soluzioni. Accanto a loro, la commissione comunale sui Lavori pubblici, presieduta dal consigliere Fausta Moroni, che sta studiando soluzioni per le “incompiute culturali” della città, a cominciare dal Centro polivalente di via Roma.
Come detto, la destinazione d’uso non dovrà discostarsi dalle finalità culturali, e così è nata la proposta di una scuola civica artistica, sul modello delle analoghe scuole civiche di musica che riscuotono un buon successo di iscritti. «In città ci sono due corsi d’arte che raccolgono oltre un centinaio di persone – dice Sebastian Cocco – credo dunque che la domanda non manchi». Un secondo blocco dell’edificio, quello sottostante, potrebbe invece essere destinato a palestra di quartiere, idea cara all’assessore Belloi (è stato campione italiano di sollevamento pesi). Una finalità che rientrerebbe nello spirito dei contratti di quartiere, che prendevano la riqualificazione delle periferie più disagiate. «Ma vogliamo coinvolgere il consiglio, e poi le associazioni e i cittadini nella scelta», dice Antonio Belloi. (p.me.)
Al momento comunque la notizia è che sono in via di conclusione i lavori della struttura, appaltati alla Edimp di Pattada, che se li è aggiudicati nel marzo 2015 con un ribasso d’asta del 23% sul costo iniziale di due milioni 192mila euro. Il progetto è della Metassociati di Macomer. Si tratta di una struttura imponente, costituita da diversi moduli a sé stanti su più livelli, per complessivi 2800 metri quadri. «I lavori sono stati appaltati nel 2014 quando era in carica la giunta Bianchi e sono stati avviati l’anno successivo, poco dopo il nostro insediamento», dice Antonio Belloi, assessore ai Lavori pubblici. «Pur non condividendo in pieno la destinazione ipotizzata per l’immobile, appunto una scuola di ceramica, abbiano deciso di dare continuità all’opera perché è inserita in un piano di riqualificazione di un quartiere disagiato».
Il problema adesso è cosa fare di questo nuovo edificio con destinazione culturale che, visti i precedenti in città, rischia di andare a ingrossare le fila delle incompiute o degli edifici pubblici inutilizzati.
Proprio di questo si discute nelle ultime settimane nella giunta Soddu, con gli assessori Belloi (Lavori Pubblici) e Cocco (Cultura) impegnati in prima linea a trovare soluzioni. Accanto a loro, la commissione comunale sui Lavori pubblici, presieduta dal consigliere Fausta Moroni, che sta studiando soluzioni per le “incompiute culturali” della città, a cominciare dal Centro polivalente di via Roma.
Come detto, la destinazione d’uso non dovrà discostarsi dalle finalità culturali, e così è nata la proposta di una scuola civica artistica, sul modello delle analoghe scuole civiche di musica che riscuotono un buon successo di iscritti. «In città ci sono due corsi d’arte che raccolgono oltre un centinaio di persone – dice Sebastian Cocco – credo dunque che la domanda non manchi». Un secondo blocco dell’edificio, quello sottostante, potrebbe invece essere destinato a palestra di quartiere, idea cara all’assessore Belloi (è stato campione italiano di sollevamento pesi). Una finalità che rientrerebbe nello spirito dei contratti di quartiere, che prendevano la riqualificazione delle periferie più disagiate. «Ma vogliamo coinvolgere il consiglio, e poi le associazioni e i cittadini nella scelta», dice Antonio Belloi. (p.me.)
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