Moro: «Così smantellano la città»
L’ex vice sindaco contrario al cambio di destinazione della scuola della ceramica
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NUORO. Non piace al consigliere pd Leonardo Moro, vice sindaco e assessore alla Cultura dal 2010 al 2015, la nuova destinazione che la giunta Soddu prospetta per l’edificio in via di completamento nel quartiere Preda Istrada: da scuola della ceramica a scuola civica artistica e palestra di quartiere. Ipotesi di cui hanno parlato ieri su queste pagine gli assessori Sebastian Cocco e Antonio Belloi. Va detto che ancora non è stata presa una decisione e che su questo tema sta lavorando anche la commissione consiliare Lavori pubblici presieduta da Fausta Moroni.
Moro è molto critico sul cambiamento di rotta di «un’altra di quelle strutture pensate, progettate e realizzate da precedenti amministrazioni con visione strategica e di sviluppo socio economico. Siamo allo sfacelo più totale per l’incapacità conclamata dei nuovi amministratori di gestire e di dare gambe ai veri luoghi della cultura». Dal canto suo Moro ritiene che «il progetto della Scuola della Ceramica ha ancora un senso compiuto, intende preparare professionalità nel campo della produzione ceramica artistica e da lavoro, vuole sostenere e riattivare l’impresa artigiana, vuole dare un futuro ai tanti giovani appassionati con la creazione di laboratori e nuove aziende».
«Non bisogna sottovalutare la presenza in città del Museo della Ceramica già completato e affidato alla gestione dell’Isre», sottolinea Moro, dimenticando probabilmente che l’istituto etnografico non ha affatto le idee chiare sul futuro museo cittadino, i cui lavori sono stati completati esattamente un anno fa (se ne cominciò a parlare nel 2001).
Per Moro in ogni caso il cambio di destinazione sarebbe un ulteriore segnale dell'improvvisazione della giunta Soddu: «Dopo aver colpevolmente perso i fondi del Palazzetto dello sport, dopo aver perso quelli del Museo dell’Identità e del Campus universitario, non vediamo più alcun futuro per questa martoriata città, solo una sindrome distruttiva tesa alla destrutturazione dei principali presidi sociali e culturali. Si ha come l’impressione che la smania del “nuovismo” a tutti i costi abbia davvero annebbiato ogni barlume di lucidità politico amministrativa», conclude l’ex vice sindaco Leonardo Moro, che vede in tutto ciò una corsa allo «smantellamento della città».
Moro è molto critico sul cambiamento di rotta di «un’altra di quelle strutture pensate, progettate e realizzate da precedenti amministrazioni con visione strategica e di sviluppo socio economico. Siamo allo sfacelo più totale per l’incapacità conclamata dei nuovi amministratori di gestire e di dare gambe ai veri luoghi della cultura». Dal canto suo Moro ritiene che «il progetto della Scuola della Ceramica ha ancora un senso compiuto, intende preparare professionalità nel campo della produzione ceramica artistica e da lavoro, vuole sostenere e riattivare l’impresa artigiana, vuole dare un futuro ai tanti giovani appassionati con la creazione di laboratori e nuove aziende».
«Non bisogna sottovalutare la presenza in città del Museo della Ceramica già completato e affidato alla gestione dell’Isre», sottolinea Moro, dimenticando probabilmente che l’istituto etnografico non ha affatto le idee chiare sul futuro museo cittadino, i cui lavori sono stati completati esattamente un anno fa (se ne cominciò a parlare nel 2001).
Per Moro in ogni caso il cambio di destinazione sarebbe un ulteriore segnale dell'improvvisazione della giunta Soddu: «Dopo aver colpevolmente perso i fondi del Palazzetto dello sport, dopo aver perso quelli del Museo dell’Identità e del Campus universitario, non vediamo più alcun futuro per questa martoriata città, solo una sindrome distruttiva tesa alla destrutturazione dei principali presidi sociali e culturali. Si ha come l’impressione che la smania del “nuovismo” a tutti i costi abbia davvero annebbiato ogni barlume di lucidità politico amministrativa», conclude l’ex vice sindaco Leonardo Moro, che vede in tutto ciò una corsa allo «smantellamento della città».
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