il passaggio-chiave
I nuovi arrivi dalla residenza Sacro Cuore
NUORO. Per la pubblica accusa, uno dei passaggi-chiave, quello che mostrerebbe, impietoso, le falle del sistema di accoglienza all’interno della residenza per anziani di via Aosta, fu, nella...
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NUORO. Per la pubblica accusa, uno dei passaggi-chiave, quello che mostrerebbe, impietoso, le falle del sistema di accoglienza all’interno della residenza per anziani di via Aosta, fu, nella primavera del 2013, l’arrivo di un folto gruppo di anziani dalla casa di riposo “Sacro Cuore, di via Lombardia che era stata chiusa. Da quel momento, ricorda il pm Giorgio Bocciarelli al processo di ieri in corte d’assise, «ai 35-39 ospiti della residenza anziani di via Aosta, si aggiungono quelli del Sacro Cuore, che erano tutti soggetti non autosufficienti o comunque che necessitavano di una assistenza da residenza integrata. Quindi il totale degli ospiti, tra integrata e alloggio, era salito a 44 ospiti. E nascono nuovi problemi». «I testi – racconta ancora la pubblica accusa – ci hanno detto che di notte si lavorava solo in due per 44 ospiti. E che anche quando il personale segnalava problemi, e chiedeva alla dirigenza di togliere, ad esempio, le maniglie alle finestre perché alcune ospiti avevano manifestato propositi suicidi (e un suicidio, poi, purtroppo, si sarebbe verificato, ndr), la direttrice non aveva fatto nulla». «Le cose – precisa il pubblico ministero – alla residenza di via Aosta, si mettevano a posto solo dopo che i buoi erano ormai usciti dalla stalla, solo dopo che si verificavano i suicidi, o le lesioni».
L’arrivo dei nuovi ospiti dalla casa per anziani Sacro Cuore, dunque, come ricorda il pm, aveva aggravato ancora di più la situazione di carenze nella residenza di via Aosta. Carenze di personale ma anche di attrezzatura base: i testi, dice il pm, raccontano di docce al freddo, di medicinali scaduti, di mancanza di panni per cambiare gli anziani, di materassi e ambienti che odoravano di urina. (v.g.)
L’arrivo dei nuovi ospiti dalla casa per anziani Sacro Cuore, dunque, come ricorda il pm, aveva aggravato ancora di più la situazione di carenze nella residenza di via Aosta. Carenze di personale ma anche di attrezzatura base: i testi, dice il pm, raccontano di docce al freddo, di medicinali scaduti, di mancanza di panni per cambiare gli anziani, di materassi e ambienti che odoravano di urina. (v.g.)
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